Porto d’armi ritirato a Moretti

12 Settembre 2014

Post provocatorio su Facebook: ammazzerò chi ci ha reso poveri

VASTO. Un post provocatorio su Facebook gli era costato il ritiro della licenza di porto di fucile e il divieto di detenere armi e munizioni. Adesso anche il Tar dà torto a Stefano Moretti, presidente dell’Osservatorio antimafia Abruzzo, respingendo il ricorso contro i provvedimenti di questura e prefettura.

Era il novembre 2012 quando Moretti pubblicò, via internet, uno sfogo sulla situazione economica e politica, nazionale e regionale, con alcune frasi “forti”: «Ammazzerò il primo di quei bastardi che ci ha portato alla povertà» e ancora «Combatterò per ridare la libertà ai miei figli e sarò, per questo, anche disposto a morire». Dopo queste frasi il 6 dicembre la questura dispose il ritiro della licenza di porto di fucile per uso sportivo e, nel luglio successivo, il prefetto gli notificò il divieto di detenere armi e munizioni. Difeso dall’avvocato Cristiano Bertoncini, Moretti ha presentato ricorso, sottolineando come la natura provocatoria dei messaggi non consentisse di desumere reali propositi delittuosi. Ma il Tar ha bocciato il ricorso.

«Il semplice superamento della remora a rendere pubblici tali propositi, senza curarsi dei possibili rischi di incitamento o suggestione verso terzi», scrivono i giudici, «rende il ricorrente poco affidabile nel garantire un’accurata valutazione delle conseguenze delle proprie azioni». «Speravo in un esito favorevole, ma ricorrerò al Consiglio di Stato», commenta Moretti, «il provvedimento è eccessivo. Nello stesso post incriminato spiegavo che si trattava di una forte provocazione, non c’era alcun intento violento». (s.so.)

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