Porto, l’ampliamento non decolla La Regione crea un ufficio ad hoc

L’assessore Magnacca: «Presto un accordo con la Zes unica per definire gli interventi nello scalo» Conclusa la fase di ispezione sulla possibile presenza di ordigni bellici vicino alla banchina di levante
VASTO. La Regione accorre al capezzale del porto di Punta Penna. I lavori di ampliamento della banchina di levante non decollano. Troppe le difficoltà tecniche. Il Comune interroga la Regione. «Stiamo formalizzando», spiega l'assessore regionale Tiziana Magnacca, «un accordo fra Regione e Zes per prendere attraverso un ufficio di supporto regionale, tutte le attività. La prossima settimana l'ufficio, che è in corso di individuazione, comincerà ad interessarsi agli interventi. Abbiamo chiesto di accelerare le opere per cui si è battuto il governatore della Regione, Marco Marsilio», afferma Magnacca. «Va ricordato che allo stato attuale le attività dipendono dalla Zes unica. Insieme all'assessore alle infrastrutture, Umberto D'Annuntiis, abbiamo sollecitato la Zes che intanto ha formalizzato il contratto al Rup (responsabile unico del progetto, ndc), l'ingegnere Giuseppe Marano, ordinario di Tecnica delle costruzioni al Politecnico di Torino e componente del comitato tecnico scientifico della Zes Adriatica. Dalla prossima settimana dovrebbero partire le attività che, ribadisco, saranno di mero supporto e che sono in corso di individuazione. I responsabili della Zes ci hanno fatto sapere che intanto l'impresa Tenaglia ha eseguito l’intervento di verifica e controllo per escludere la presenza nell'area della banchina di eventuali ordigni bellici inesplosi».
L'assessore alle attività produttive Magnacca assicura che la Regione sta facendo il possibile per accelerare le opere di ristrutturazione, reclamate dal Comune e dalle imprese. «Cercheremo di fornire un supporto tecnico. L’obiettivo del collega D' Annuntis e mio è quello di accelerare la grande opportunità data dalla Zes. La priorità sono ora i lavori della banchina di levante». La Regione assicura quindi di essere a disposizione della Zes unica con attività di supporto per la realizzazione della agognata infrastruttura.
Il potenziamento del porto di Punta Penna rappresenta una necessità per la logistica. L'amministrazione comunale ha incontrato a più riprese negli ultimi mesi gli operatori della zona industriale e del porto che reclamano i lavori che non riescono a partire. Diverse sono state le riunioni a cui hanno partecipato i rappresentanti delle associazioni Oasi e AssoVasto e anche rappresentanti di Confindustria. C'è stata anche una riunione alla presenza dell’Autorità di sistema portuale di Ancona. Il 26 agosto sembrava che finalmente il cantiere fosse stato avviato, ma dopo le verifiche di sicurezza per la localizzazione di eventuali ordigni, le ruspe si sono fermate di nuovo. Da lunedì qualcosa dovrebbe cambiare. «Aspettiamo risposte concrete dalla politica», rimarca l'imprenditore Emidio Salvatorelli.

