Positivi al Covid due operatori dell’ospedale
Atessa. Il Comune: «Non abitano qui». Il manager Asl: finita l’emergenza, il San Camillo tornerà come prima
ATESSA. Due operatori sanitari che lavorano nell’ospedale di Atessa sono risultati positivi al Covid-19. «Non sono residenti ad Atessa e i loro famigliari, alcuni dei quali residenti in Atessa, sono stati sottoposti a isolamento e sorveglianza attiva», fa sapere in una nota l'amministrazione comunale. Ieri intanto il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Thomas Schael, ha fatto visita all'ospedale San Camillo. «Finita l’emergenza Covid, l’ospedale di Atessa tornerà meglio di prima», ha detto. «Prevediamo di dimettere gli ultimi pazienti per fine giugno e avviare subito dopo le operazioni di sanificazione dell’ospedale», puntualizza Schael. «Non appena il presidio sarà di nuovo accessibile riprenderanno i lavori su tutti i piani, a partire dalla tanto richiesta Endoscopia, che disporrà di due sale, e restituiremo rinnovata e potenziata. Nel mentre sarà riattivata la Radiologia, completamente rinnovata dal punto di vista strutturale e strumentale. Ci sarà una stretta connessione con l’ospedale di Chieti, sia per gli esami radiologici sia per l’attività della Medicina, che potrà ricoverare ad Atessa anche pazienti acuti in condizioni stabili, oltre che i cronici. Il Pronto soccorso sarà ristrutturato e ricollocato al livello dell'ingresso, con doppio percorso diversificato per sospetti Covid e attivo nelle 24 ore, così come stiamo lavorando affinché ci sia una netta separazione tra l'ospedale e le attività del distretto sanitario».
L’ospedale di Atessa, secondo le intenzioni della Asl, si prepara a scrivere un nuovo capitolo, nel quale sicuramente il tema Covid-19 resta, seppure con altre caratteristiche, ma soprattutto vengono ripristinate le attività svolte in precedenza con una marcia in più. «Non abbandoniamo i malati di Coronavirus», ha messo in evidenza Francesco Cipollone, direttore del Dipartimento medico della Asl, che ha preso parte alla riunione: «Saranno seguiti tutti in questo ospedale, sia quelli che erano stati ricoverati sia i paucisintomatici rimasti nel loro domicilio. Pertanto saranno chiamati a sottoporsi qui ad Atessa, in un'unica giornata, a Tac torace, ecografia, ecocardiogramma, spirometria e pletismografia, esami sierologici e visita clinica».
La tecnologia diagnostica in dotazione al San Camillo, che ha compiuto un salto di qualità rispetto al passato, sarà comunque a disposizione di tutti gli utenti. «Affinché il “futuro sia meglio di prima”», afferma il gruppo di maggioranza in consiglio comunale Uniti per Atessa, «vanno riattivate subito anche le sale operatorie per gli interventi programmati che il direttore generale della Asl ha dimenticato di citare nella sua visita di oggi in Atessa».
Destano preoccupazione, imvece, i due casi di positività tra gli operatori sanitari e si aspettano ora gli esiti degli altri tamponi. Il San Camillo è un ospedale Covid nel quale sono ricoverati pazienti meno critici, ossia stabili clinicamente e in degenza di osservazione. In alcuni casi sono persone con più patologie. Ad Atessa sono stati assegnati 15 infermieri, 9 operatori socio sanitari e 13 medici. I pazienti che arrivano ad Atessa devono completare il loro percorso di cura. Seppur paucisintomatici per loro sono richieste, proprio perché ancora potenzialmente infettanti, tutte quelle precauzioni stabilite nei protocolli medici. Le attenzioni non devono mai venire meno e questo è, ancora oggi, un monito per tutti.
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