Poste, 12 sindaci contro i tagli degli uffici
ALTINO. Dodici comuni, dodici sindaci hanno unito le forze per lottare contro il piano di riordino degli uffici postali deciso da Poste Italiane che prevede da metà aprile la chiusura di 19 uffici...
ALTINO. Dodici comuni, dodici sindaci hanno unito le forze per lottare contro il piano di riordino degli uffici postali deciso da Poste Italiane che prevede da metà aprile la chiusura di 19 uffici in Abruzzo e la razionalizzazione, con apertura part time di altri 35. I primi cittadini di Altino, Perano, Montenerodomo, Pennapiedimonte, Civitella Messer Raimondo, San Martino sulla Maruccina, Torre Bruna, Celenza, Scerni, Pietraferrazzana, Ari e Bomba contestano il «provvedimento assunto unilateralmente, irrazionalmente e senza una concertazione preventiva da Poste Italiane», scrivono in un documento in cui chiedono un confronto urgente con i vertici nazionali di Poste e Regione.
«Sappiamo che c’è l’emergenza maltempo e che si è concentrati su questo dramma», dice Vincenzo Muratelli, sindaco di Altino, «ma le chiusure e le razionalizzazioni si avvicinano e sono un problema non indifferente per molti comuni. I tempi stringono e la politica non manda nessun segnale di impegno e intervento. Così, dopo due incontri ad Altino, chiediamo un incontro urgente con Poste e Regione».
Nel documento i sindaci esprimono la loro contrarietà alla decisione di Poste Italiane che «attraverso la cancellazione o la riduzione di un servizio pubblico e sociale vitale, penalizzano gravemente le proprie Comunità» e chiedono «la costituzione urgente di un tavolo di confronto con Poste Italiane, sindacati, presidente della Regione, parlamentari eletti in Abruzzo e sindaci dei Comuni interessati dal piano, per scongiurarne l’attuazione». «Alla luce di questo incontro richiesto e di cui non sappiamo ancora nulla», conclude Muratelli, «non escludiamo ricorsi e forme di protesta eclatanti nelle sedi di competenza». (t.d.r.)
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