Poste, terminati i lavori al palazzo storico

Restaurato l’edificio costruito negli anni Trenta dove ha sede anche la procura. Spesi 450 mila euro
CHIETI. Via le impalcature e i disagi per i pedoni. E nuovo look per il Palazzo delle Poste centrali di via Spaventa, all'incrocio con Corso Marrucino.
I lavori sul complesso edilizio, che accoglie anche gli uffici della Procura della Repubblica, commissionato da Europa gestioni immobiliari, società di Poste Italiane che si occupa della gestione del patrimonio immobiliare dell'Ente, hanno riguardato principalmente le facciate dell'immobile di stile neorinascimentale caratterizzata da ordini architettonici di paraste e cantonali, da cornicioni con dentelli e mutile da un alto basamento in travertino sormontato dai mensoloni delle finestre. Il risanamento diretto dagli architetti Antonio e Gianluca Michetti dell'omonimo Studio di architettura di Pescara e realizzato dall'impresa romana CapitoliumTech, ha restituito l'originaria monumentalità al palazzo risalente agli anni'30 e costruito da fratelli Cucullo, padre e zio di Nicola , ex sindaco della città negli anni' 90, attraverso un accurato restauro conservativo effettuato sotto la supervisione della Sovrintendenza dei Beni Ambientali e Culturali dell'Aquila.
La spesa per il risanamento conservativo, che ha riguardato anche il rifacimento delle finestre del 2° e terzo piano, l'impermeabilizzazione del terrazzo di copertura e la pavimentazione di parte degli uffici all'interno dell'immobile, è stato di 450 mila euro.Le facciate sono state interessate dalla rimozione dell'intonaco a base cementizia esistente in avanzato stato di degrado, dal suo rifacimento con bio-intonaco ecocompatibile a base di calce idrata ad elevata porosità e traspirabilità, dalla idropulitura con sabbia micronizzata degli elementi in travertino del portico e del basamento e dalla rimozione con idrosabbiatrice delle pitturazioni esistenti dalle cornici delle finestre, cornicioni e trabeazioni. Quest'ultimo intervento è risultato particolarmente adeguato in quanto ha riportato alla luce il materiale originario delle cornici delle finestre e delle trabeazioni consistente in un cemento arricchito di graniglia che conferisce la dignità di un materiale lapideo agli elementi costruttivi decorativi delle facciate.
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