Posti a rischio, i sindacati incontrano il ministro

Orlando arriva a Vasto il prossimo 28 settembre: Cgil, Cisl e Uil pronti a chiedere un intervento del governo per contenere i 500 esuberi e sostenere le aziende
VASTO. Le vertenze Pilkington e Denso saranno al centro di un incontro tra i sindacati e il ministro del Lavoro Andrea Orlando in programma il 28 settembre alle 10 a Vasto. Il ministro sarà in città per supportare la candidatura del sindaco uscente Francesco Menna. Ma la parata elettorale è l’occasione per i sindacati di illustrare la crisi del lavoro a un esponente del governo. Orlando ascolterà i segretari di Cgil, Cisl e Uil e anche una delegazione dei lavoratori dei due colossi industriali, Denso e Pilkington, e quelli dell’indotto. Al centro della discussione anche il futuro di Primo e Bravo, collegate ai colossi. Parteciperà anche una delegazione Sevel. Al faccia a faccia saranno presenti il sindaco Menna e il segretario provinciale del Pd, Gianni Cordisco.
L’incontro con le parti sociali avvierà l’interlocuzione sulle questioni più stringenti dell’azione del ministero. Una scelta naturalmente apprezzata da Cgil, Cisl e Uil da sempre convinti che il dialogo e la concertazione siano imprescindibili per salvare i posti di lavoro a rischio. Ancora di più in un momento difficile come questo per l’economia del territorio. Sono 500 i posti a rischio fra Pilkington e Denso. Licenziamenti e rallentamenti produttivi che potrebbero provocare un effetto domino sull’indotto e innescare una spirale di altri esuberi. Quello che più preoccupa è il futuro produttivo e gli investimenti. I sindacati stanno lottando da mesi per convincere i vertici della Denso a produrre a San Salvo i motori elettrici e ibridi.
Il 28 settembre dopo ave parlato con i sindacati, il ministro Orlando incontrerà anche i responsabili delle imprese: si discuterà di ammortizzatori sociali e contratti di espansione in alternativa ai licenziamenti. «Il Vastese ha bisogno di risorse e investimenti», insistono i sindacati, «è necessario dare tutele ai lavoratori e garantire risorse». I sindacati stanno giocando da settimane una partita difficilissima aggravata dalla crisi dei mercati internazionali che rende irreperibili le materie prime e ha costretto le aziende legate all’Automotive a rallentare la produzione e ricorrere alla settimana corta e alla cassa integrazione. Servono azioni di sostegno, ma è necessario intervenire anche sulle multinazionali della componentistica come la Denso per pretendere responsabilità sociale nella gestione del passaggio dalle motorizzazioni a benzina a quelle elettriche. «Non può succedere», sono le parole del segretario nazionale Fim-Cisl, Ferdinando Juliano, «che a San Salvo il gruppo Denso non assegni prodotti relativi alle motorizzazioni elettriche che rappresenteranno il futuro nel settore. Il rischio è che agli esuberi dichiarati nel 2021 si aggiungano in futuro nuovi ridimensionamenti».

