Potenziato il Centro socio-occupazionale

Il Comune aumenta le ore di laboratori e attività per l’integrazione di adulti con fragilità psico-fisiche
GUARDIAGRELE . A tre anni dalla sua inaugurazione, viene potenziato il Centro socio-occupazionale di contrada Piana San Bartolomeo, la struttura al servizio di persone maggiorenni con fragilità psico-fisiche, che offre luoghi e spazi dove esercitare e potenziare le abilità sociali e occupazionali. Il Centro, gestita dalla cooperativa Samidad di Lanciano, ha infatti visto da qualche giorno l’aumento delle ore giornaliere di apertura da 4 a 6. «Una decisione», sottolinea l’assessore al Sociale e vicesindaco Flora Bianco, «assunta dall’amministrazione comunale per rispondere adeguatamente ai bisogni delle famiglie in termini di sollievo del carico assistenziale, ma ancor più per incrementare le attività della struttura, a beneficio delle persone che frequentano il servizio».
Bianco ricorda che il funzionamento giornaliero è articolato in laboratori, condotti da esperti e maestri, che hanno l’obiettivo di trasmettere competenze per l’avvio al lavoro, che può essere di inserimento in aziende o laboratori artigianali, oppure in attività lavorative autoimprenditoriali. «Le attività di punta», riprende l’assessore Bianco, «sono la cura e la manutenzione del verde, condotte da un esperto, che vede le persone impegnate in attività laboratoriali fuori dal centro, in aree e spazi messi a disposizione dal Comune di Guardiagrele e da altri Comuni afferenti all’Ambito sociale 13 Marrucino; i laboratori di ceramica per la produzione di oggettistica di vario uso, tra cui la bigiotteria, bomboniere e altro; il laboratorio di piccola falegnameria, per la produzione di articoli in legno, il laboratorio di sartoria sociale ed il teatro sociale».
La vicesindaco evidenzia infine che intenso è il coinvolgimento di tutta la comunità in questo servizio ambizioso, che «non è circoscritto a un solo luogo, ma si rende visibile e concreto a tutti», conclude Bianco, «con un fine ben preciso, e cioè il superamento dello stigma sociale che percepisce ancora la persona con fragilità una persona semplicemente da assistere e non come una persona che può dare e apportare all’intera collettività valori aggiunti».
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