Pre-dissesto, il voto nella notte: maggioranza compatta per il sì

30 Dicembre 2020

Il sindaco: «Troppi i 57 milioni di euro di debiti lasciati dal centrodestra: non abbiamo altra scelta» Le tasse andranno al massimo e partiranno tagli consistenti. L’opposizione sul piede di guerra

CHIETI. Il Comune avvia la procedura di pre-dissesto. Con la delibera portata ieri in consiglio comunale parte la richiesta di attivare il riequilibrio finanziario pluriennale. Dopo la scoperta di un disavanzo di oltre 57 milioni di euro, l’amministrazione del sindaco Diego Ferrara pensa di non essere in grado di riportare il bilancio in equilibrio. La minoranza, pur non nella totalità, si è opposta definendo la scelta non obbligata dal punto di vista amministrativo. All’opposizione ha replicato il sindaco Ferrara abbandonando il solito tono mite e chiedendo a gran voce come mai si sia potuto «arrivare a debiti per 57 milioni di euro». La discussione è andata avanti fino a tardi e il voto è arrivato a notte fonda.
COS’È IL PRE-DISSESTO Formalmente si tratta di una procedura di riequilibrio finanziario ai sensi dell’articolo 243 bis, decreto legislativo 267/2000. Permette a un ente di non andare in dissesto, spalmando negli anni il ripiano dei debiti. Come ha spiegato l’assessore al bilancio Tiziana Della Penna, se viene approvato il piano di riequilibrio vengono sospese tutte le procedure esecutive nei confronti dell’ente. Il ripiano pluriennale va da un minimo di 4 anni a un massimo di 20. L’iter prevede che la delibera approvata sia ora inviata alla Corte dei conti e al ministero e dopo, entro 90 giorni, il consiglio comunale dovrà deliberare un piano di riequilibrio per il graduale ripiano del disavanzo. La Corte dei conti e il ministero ne analizzeranno la concreta fattibilità e, se lo troveranno congruo, daranno il via al pre-dissesto. Il Comune dovrà fare economia di spesa e potenziare le entrate in maniera incisiva. La procedura permette l’accesso al Fondo di rotazione per un massimo di 15 milioni. Le tasse andranno al massimo, sebbene il consigliere Vincenzo Ginefra (Chieti c’è) abbia sottolineato che «le tasse non potranno aumentare perché sono già al massimo».
MALA GESTIO STRUTTURALE Per l’assessore Della Penna le criticità di bilancio sono strutturali: «La situazione finanziaria dell’ente è molto grave», ha detto, «vengono fuori numeri impressionanti. L’ente è in una situazione di grande squilibrio, tanto da non poter pensare di ripristinare l’equilibrio di bilancio con i soli mezzi ordinari, dando copertura a tutta la massa passiva che ammonta a oltre 57 milioni di euro. Alla luce di ciò siamo costretti a mettere in campo provvedimenti di natura straordinaria per risolvere la situazione di squilibrio di natura strutturale, prima che sia troppo tardi e sfoci nel dissesto». E dunque per Filippo Di Giovanni (Pd) bisogna «cambiare rotta». Sinora, ha aggiunto Serena Pompilio (Azione politica), «il Comune non ha fatto altro che fare debiti su debiti».
NO DELLA MINORANZA Ma per Lega, FdI e Udc il pre-dissesto è una scelta politica a cui l’ente non è affatto obbligato. Con quattro pregiudiziali la capogruppo FdI, Carla Di Biase, ha tentato di far ritirare la delibera: tentativo vano perché tutte le pregiudiziali sono state rigettate dal presidente del consiglio comunale Luigi Febo. Per Di Biase le criticità non sono strutturali, ma determinate da “elementi esogeni”, vale a dire estranei all’amministrazione comunale. Per il capogruppo Lega Mario Colantonio il Comune sta facendo un «salto nel buio, anche perché non si sa quanto si può avere attraverso il Recovery fund. State disconoscendo», ha detto l’ex assessore, «il valore dei 64 milioni di residui attivi, dando già per perse quelle cifre e non si capisce il motivo». Per l’ex parlamentare Fabrizio Di Stefano è «una scelta politica che viene da lontano: negli scorsi anni, così come in campagna elettorale, avete sempre paventato il ricorso al pre-dissesto. Pertanto l’atto non dipende da motivazioni tecniche sopraggiunte, ma da una scelta politica di cui vi assumete la responsabilità perché, come ha spiegato bene l’assessore, comporterà grandi sacrifici per i cittadini». Da Facebook parla anche l’ex sindaco Umberto Di Primio che giudica «scellerata» la delibera. Ma non tutta la minoranza è stata d’accordo: i tre consiglieri Bruno Di Iorio, Maurizio Costa e Giampiero Riccardo hanno annunciato il voto a favore.