«Prego per Matteotti e per l’avvocato Magno»

19 Gennaio 2016

Un pezzo di storia. Il cardinale Loris Capovilla scrive una lettera commovente alla nuora del legale di Orsogna difensore civile nel processo beffa di Chieti

CHIETI. «Gentile signora, ho ricevuto “L’avvocato di Matteotti” e le sono grato». Parte con questa parole la lettera scritta con mano tremante dal cardinale, ormai centenario, Loris Francesco Capovilla.

Il cardinale più anziano del mondo, dalla mente ancora lucidissima, che nel 1967 è arrivato a Chieti in qualità di arcivescovo metropolita di Chieti Vasto, e che da allora porta la terra d’Abruzzo nel cuore, un anno fa ha scritto una lettera a Marina Campana Magno, nuora dell’avvocato Pasquale Galliano Magno, che insieme al marito, Carlo Eugenio Magno, continua a portare avanti una battaglia che ha dell’assurdo: quella per cercare di assicurare una sede adeguata al Fondo Magno, la preziosa biblioteca monumentale che l’avvocato di Giacomo Matteotti aveva raccolto con dedizione negli anni.

Proprio in occasione della pubblicazione del libro su Galliano Magno, intitolato “L’avvocato di Matteotti” , la signora Campana Magno aveva contattato il cardinal Capovilla. «Ci siamo sentiti a telefono», rivela la signora, «e in una lunga chiacchierata sono rimasta sorpresa nel sapere che il cardinale aveva conosciuto mio suocero e che lo ricordava molto bene. Tanto è vero che non era raro che lo citasse nei suoi discorsi inerenti sia l’Abruzzo che Giacomo Matteotti».

E così, una volta pubblicato il libro, la signora lo ha inviato subito a Capovilla. Questi, a sua volta, le ha risposto con questa missiva scritta di suo pugno che la signora ha deciso di rendere pubblica. È una lettera che testimonia l’incontro di tre personaggi che sono entrati nella storia: il deputato socialista Giacomo Matteotti assassinato dai fascisti nel 1924, l’avvocato Pasquale Galliano Magno che nel 1926 difese i diritti della famiglia Matteotti nel processo farsa che il regime volle si facesse a Chieti e l’ex arcivescovo di Chieti Loris Capovilla, ora cardinale di Santa Maria in Trastevere, l’unico ancora in vita. «Purtroppo poco leggo e meno scrivo», continua il cardinal Capovilla nella sua grafia ormai tremolante, «quanto al personaggio deputato socialista amo confidarle che io lo ricordo benissimo e ogni anno, il 10 giugno, il mio pensiero, il mio cuore e la mia preghiera vanno a lui! Il nome di Magno mi è ugualmente caro». «E’ una lettera», commenta la signora Campana Magno, «che segna il punto d’incontro tra la storia abruzzese e quella nazionale».

E magari potrebbe andare a finire nel carteggio conservato all’interno del Fondo Magno, che oltre ai 5.000 volumi, molti dei quali rari e pregiati, ospita anche lettere raccolte dal celebre avvocato, indomito oppositore del fascismo. La preziosa biblioteca giace ancora in un deposito a spese della famiglia Magno. La nuora del grande avvocato che, nato ad Orsogna visse prima a Chieti e poi a Pescara, sta facendo di tutto per trovarle degna sistemazione. Sono arrivate proposte sia dal Nord che dal Sud Italia, ma alla signora sembra assurdo che un pezzo di storia abruzzese debba andare a finire così lontano fuori regione e così continua a pagare di tasca propria l’affitto del deposito in cui si trovano i libri. Una situazione che va avanti da sette anni, nella colpevole indifferenza dei palazzi della politica a cui la signora si è rivolta. (a.i.)