Preinsegne, commercianti multati

Centinaia di contravvenzioni per cartelli pubblicitari sistemati senza l’autorizzazione del Comune
LANCIANO. Cartelli stradali che pubblicizzano attività commerciali privi di autorizzazione dell’ente proprietario della strada, ovvero il Comune. Fioccano in questi giorni le multe per violazione al codice della strada. I negozianti sono sul piede di guerra per quella che considerano una stangata al commercio cittadino, già fiaccato dalla crisi e dalle tasse. Secondo i rilievi della polizia municipale, la maggior parte degli impianti pubblicitari, le cosiddette preinsegne, sono sprovviste della necessaria autorizzazione. In conseguenza delle sanzioni, intanto, tanti cartelloni stanno sparendo.
I CONTROLLI. É caos in città per quanto riguarda le insegne pubblicitarie simili ai normali segnali stradali. Ad avviare i controlli è stata l’amministrazione comunale che, lo scorso novembre, ha dato il via al giro di vite contro insegne abusive e occupazione dei marciapiedi senza le dovute autorizzazioni. Dopo le multe per fioriere e posacenere sui marciapiedi, adesso è la volta delle preinsegne. «Messaggi pubblicitari mascherati da segnaletica stradale», spiegava il Comune, «a determinate e rigorose condizioni è un’attività autorizzabile. Ma le prescrizioni del Piano degli impianti pubblicitari sono molto spesso disattese da imprese che operano nel campo della pubblicità o da quelle direttamente reclamizzate».
I controlli a tappeto, effettuati dalla polizia municipale, hanno portato ad elevare alcune centinaia di contravvenzioni, la maggior parte dell’importo minimo di 419 euro (il massimo è 1.682) che, se pagato entro 5 giorni, si riduce a 305 euro. Comunque una cifra importante per chi oggi porta avanti un’attività.
LE POLEMICHE. I commercianti non ci stanno e insorgono contro le multe. «Per otto anni ho pagato solo un canone annuo di 40 euro circa all’Aipa per il cartellone che pubblicizza la mia attività», spiega Luigino Cerrone, titolare di un negozio di accessori per pesca e sub in contrada Santa Giusta, «come mi avevano detto di fare in Comune quando mi ero informato. Adesso mi vedo recapitare una multa di 419 euro, 305 se pago entro 5 giorni, perché il cartellone è abusivo».
C’è chi ha deciso di pagare e ha rimosso anche il cartello stradale. E chi sta pensando di organizzarsi per impugnare la sanzione con la consulenza di associazioni o avvocati.
LE NORME. Sulle violazioni in merito alle preinsegne prova a fare chiarezza il comando della polizia municipale. «L’installazione di impianti pubblicitari stradali è sottoposta alla Tosap, tassa per l’occupazione di suolo pubblico, che si effettua all’Aipa», spiega il comandante Guglielmo Levante, «ma deve essere anche autorizzata dall’ente proprietario della strada. La maggior parte degli impianti rilevati è priva di questa autorizzazione che il Comune rilascia in base al regolamento e al piano per gli impianti pubblicitari (l’ufficio preposto è quello dell’urbanistica, ndc)». Da qui scatta la sanzione. Il pagamento della Tosap, insomma, non basta per mettere in regola questi cartelli. E se un commerciante può essere all’oscuro della normativa, questo non dovrebbe valere per le imprese che si occupano di pubblicità.
Stefania Sorge

