Premi ai migliori studenti e diplomati

27 Dicembre 2015

LANCIANO. La sala polivalente intitolata a Mariano De Cecco, il Premio Leonardo ai migliori diplomati dello scorso anno, due studenti inventori di un’app per intervenire sugli incendi boschivi....

LANCIANO. La sala polivalente intitolata a Mariano De Cecco, il Premio Leonardo ai migliori diplomati dello scorso anno, due studenti inventori di un’app per intervenire sugli incendi boschivi. Giornata piena nella sede Da Vinci dell'istituto tecnico e professionale, con tante presenze e altrettanti ricordi in memoria di De Cecco, ingegnere e docente dell’Itis, scomparso due anni fa dopo una vita trascorsa nella scuola, ancora presente nelle parole di alcuni colleghi (Maria Rosa Di Loreto, coordinatrice della manifestazione con Domenico Di Bucchianico, e Angela Polidoro), della sorella Vittorina e della moglie Nina, commossa e silenziosa. L’arcivescovo Emidio Cipollone ha commentato il vangelo di Luca parlando della verità, unica per laici e credenti, mentre il preside Gianni Orecchioni, amico personale di De Cecco, ha tratteggiato il carattere della bellezza, presente nelle cose e nelle persone. Il coro “Fedele Fenaroli” della Scuola civica ha eseguito diversi canti, classici e natalizi, seguiti e applauditi dal pubblico, ed ha accompagnato i vari passaggi della manifestazione, fino alla premiazione degli alunni diplomati lo scorso luglio con i punteggi più alti, che riceveranno un assegno di 500 euro grazie alla Bper. Si tratta di Gessica Del Vecchio e Davide Ciarlatani del Professionale De Giorgio, di Lorenzo Di Deo e Marco Romano dell’Itis Da Vinci. Hanno ricevuto una citazione meritoria e la targa-ricordo anche Marco Mancini, vincitore di gare nazionali di atletica, Gabriele Pizzi e Paolo D’Alleva, inventori di un’app per lo spegnimento degli incendi boschivi, che la protezione civile nazionale ha già utilizzato in Puglia, Sicilia e Liguria e in questi giorni in Lombardia. «È utile a portare acqua sul fronte-fuoco», spiega il giovane Pizzi, «dove non si può arrivare fisicamente per le condizioni avverse del terreno o del meteo». È questa la “buona scuola” che funziona.

Gino Melchiorre

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