Premiata la ricerca di Tedeschi sui graffiti

Il docente del dipartimento di Lettere dell’ateneo d’Annunzio vince un concorso internazionale
CHIETI. Il professor Carlo Tedeschi, docente di Paleografia al dipartimento di Lettere, arti e scienze sociali dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara, è tra i vincitori del concorso “Advanced Grants 2020”. Tedeschi è il vincitore per l’area SH6, “The Study of the Human Past”. Si tratta della prima volta che alla d’Annunzio viene assegnato un Advanced Grant nell’ambito della ricerca in area umanistica: un orgoglio per il dipartimento guidato dal direttore Carmine Catenacci, ordinario di Lingua e letteratura greca alla d’Annunzio.
Il Consiglio europeo della ricerca (Erc) ha annunciato ieri i vincitori del concorso “2020 Advanced Grants”. I finanziamenti, per un valore totale di 507 milioni di euro, andranno a 209 ricercatori leader in tutta Europa, il cui lavoro è destinato a fornire nuove conoscenze in molti campi del sapere, dalla Fisica e dall’Ingegneria alle Scienze della vita, a quelle umane.
Il progetto presentato dal professor Tedeschi, dal titolo Graff-IT, “Writing on the Margins. Graffiti in Italy, 7th to 16th century”, prende in considerazione una fonte storica finora trascurata, i graffiti, testimonianze occasionali e svincolate dall’ufficialità, che permettono di conoscere i livelli di alfabetizzazione dei non professionisti della scrittura e di accedere a livelli linguistici vicini a quelli propri dell’oralità, che non emergono dalle fonti tradizionali. «Il progetto», spiega Tedeschi, «ambisce ad innovare il metodo dell’indagine storica attraverso un approccio integrato e multidisciplinare, che prende avvio dalla stessa multiforme complessità dei graffiti (scrittura, immagine, linguaggio e aspetti materiali). Strumenti e metodi innovativi», continua il docente, «saranno utilizzati per costruire il primo repertorio nazionale dei graffiti medievali e della prima età moderna, strumento indispensabile per la realizzazione di monografie e articoli scientifici». Studiare i graffiti consente, inoltre, di conoscere pratiche devozionali altrimenti non attestate e di considerare l’opera d’arte adottando il punto di vista della sua fruizione sociale, piuttosto che nel momento cristallizzato della sua creazione.
Il forte aumento delle domande ha portato ad una concorrenza ancora più dura rispetto agli anni scorsi: soltanto l’8% dei candidati ha avuto successo, contro il 12% dello scorso anno.

