Premiata per i libro sulla casa di riposo
GUARDIAGRELE. La casa di riposo nella spirale di un incubo in cui gli anziani sono costretti a lavorare fino a che morte non sopraggiunga. E' l'ospizio immortalato nell'anno 2037, in un futuro...
GUARDIAGRELE. La casa di riposo nella spirale di un incubo in cui gli anziani sono costretti a lavorare fino a che morte non sopraggiunga. E' l'ospizio immortalato nell'anno 2037, in un futuro prossimo attraversato in pieno dalle inquietudini che già oggi prendono corpo in un'Italia in affanno nel garantire le conquiste dello stato sociale maturate nella parte centrale dello scorso secolo. E' l'ambientazione di Villa Speranza, il romanzo che segna il debutto nella pubblicazione della scrittrice guardiese Katia Di Martino, vincitrice della sezione Romanzo inedito alla II edizione del Premio nazionale letteratura italiana contemporanea bandito a Venezia da Laura Capone Editore.
Classe 1977, Di Martino ha ritirato il premio a Ca' Corner, sede della prefettura lagunare. «Mi sono chiesta», ci racconta, «cosa potrà mai accadere ancora, e come si affronteranno le numerose sfide del futuro. In particolare mi sono concentrata sugli anziani e su quale sarà la condizione della mia generazione quando approderà alla senilità». Già autrice di diversi racconti horror e appassionata delle opere di Irvine Welsh e Paulo Coelho, con Villa Speranza ha voluto sperimentare un genere nuovo. «E' un romanzo che azzardo a definire "sociale"», spiega, «in quanto si propone di mettere in luce alcuni aspetti della società contemporanea, pur essendo ambientato nel futuro prossimo in cui l'invecchiamento della popolazione sarà con ogni probabilità un problema cui far fronte, come del resto già lo è adesso». (f.b.)

