Premiate le donne che combattono per salvare l’ambiente

11 Marzo 2016

Il riconoscimento dell’associazione “A Sud” alla Ferrante e alla Brighella attiviste contro elettrodotto e Ombrina

LANCIANO. L'Abruzzo "salvato" dalle donne. Questo il messaggio del Premio internazionale Donne Pace Ambiente Wangari Mathari dell'associazione A Sud: rendere omaggio alle donne che si sono battute non solo per loro stesse e le loro famiglie, ma per tutti i cittadini abruzzesi affinchè vivessero in un ambiente sano e bello.

A rendere omaggio alle due "eroine", «mamme coraggio del terzo millennio, che difendono non più solo il focolare domestico, ma tutto il territorio» così come le ha definite il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, c'era ieri una sala consiliare gremita di attivisti, cittadini e giornalisti. Al centro della sala Silvia Ferrante e Alba Brighella, emozionate, con davanti i premi ritirati a Roma lo scorso 8 marzo. A Silvia, la mamma attivista che si è battuta contro l'elettrodotto Villanova-Gissi che passa a pochissimi metri da casa sua a Paglieta e in altri 16 comuni abruzzesi, è andato il Premio Aria; ad Alba, coautrice e promotrice della legge che ha istituito il primo parco marino regionale abruzzese e attivista contro la petrolizzazione e la realizzazione della piattaforma Ombrina Mare, è stato assegnato il Premio Acqua.

«Siamo al fianco di Silvia» ha commentato Marica Di Pierri, giornalista, attivista dell'associazione A Sud e presidentessa del Cdca- Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali «perchè crediamo che non si possano silenziare battaglie come la sua per la salute di tutti». Il riferimento è anche ai 16milioni di euro chiesti dalla società elettrica Terna a titolo di risarcimento danni in 24 cause civili.

«Siamo grati a questo territorio» ha aggiunto la Di Pierri sottolineando che il premio ha ricevuto il patrocinio della Camera dei deputati e della Regione Lazio -«e a persone come Alba e Silvia e le altre 4 premiate, che si sono battute con coraggio e determinazione». «Sono onorata - ha commentato Silvia» mi sento una donna e madre che custodisce la terra. Il primo moto della battaglia contro l'elettrodotto Villanova-Gissi è venuto da una questione personale, mio figlio, ma poi ho voluto combattere per tutti i figli di questa terra». «Questo premio non è solo mio» ha detto Alba «ma di tutti i movimenti, le associazioni e i comitati che sono stati in grado di compiere la prima vera azione di lotta: rendere consapevoli i cittadini».