Premiato il bar senza videopoker

8 Maggio 2016

Il Gran Caffè Vittoria ha sempre detto no ai giochi d’azzardo

CHIETI. Premiato il locale senza slot. Ieri mattina il Gran Caffè Vittoria è stato il centro di un flash mob promosso dalla rete di associazioni “Slotmob”, che da anni si batte per arginare il fenomeno del gioco d’azzardo in tutta Italia.

«Siamo venuti a premiare con dei regali l’attività del Caffè Vittoria che non ha mai usufruito di slot machine e di giochi d’azzardo legalizzati» racconta Andrea Di Ciano, referente provinciale della rete. Un riconoscimento più che meritato, se si pensa che l’Abruzzo è la prima regione d’Italia per numero di persone che gioca d’azzardo quotidianamente. All’iniziativa ha partecipato anche il Simone Marcucci, psicoterapeuta, che ricorda: «Le cifre spese per giocare sono sempre più crescenti nel territorio nazionale: nel 2000 eravamo a circa 15 miliardi, oggi siamo a 100. In un periodo di crisi economica si spendono ancora più soldi per questo tipo di attività, segno del disagio sociale crescente».

L’altro referente della campagna, il dottor Angiolino Colasante, aggiunge che «lo Stato specula sulla debolezza di chi non ha più sicurezza economica, se si pensa ai guadagni ricavati dall’“azzardo”». La rete ha stilato un programma politico-sociale per arginare il fenomeno, soprattutto considerando l’aspetto della dipendenza psicologica: il 40% delle persone affette da dipendenza da gioco sono donne.

«Uno dei problemi è sicuramente l’isolamento sociale che queste persone si trovano a subire» sottolinea Marcucci. Tra le proposte quella di istituire un osservatorio comunale, prevenire, limitare l’accessibilità al gioco d’azzardo nei locali che lo scelgono, premiare con un “bollino di qualità” quelli che invece lo rifiutano. Già nel 2014 il Caffè Vittoria era stato coinvolto in una delle iniziative della rete, locale che ora possiede anche una targa di ringraziamento: ieri mattina non poteva essere che quello il luogo da cui far ripartire un modo giusto di intendere i servizi commerciali cittadini.

Edoardo Raimondi