Prende a botte l’anziana malata: badante incastrata da 6 video

12 Agosto 2021

Una boliviana di 62 anni non potrà più avvicinarsi alla pensionata. Il giudice: «Gesti intollerabili» Dopo le indagini della polizia, la procura aveva chiesto l’arresto: «Episodi di inspiegabile crudeltà»

CHIETI . Aggrediva l’anziana di cui avrebbe dovuto prendersi cura: pugni alla pancia e sui fianchi, strattoni, tirate di capelli. La vittima, una 91enne teatina affetta da una grave malattia neurodegenerativa, era ed è tuttora allettata, incapace di parlare e, di conseguenza, anche di chiedere aiuto, difendersi, raccontare il suo incubo. Ma i familiari, vedendo i lividi su tutto il corpo della pensionata, si sono insospettiti e hanno installato in casa una telecamera che ha immortalato le terribili aggressioni. A quel punto, senza pensarci due volte, si sono rivolti alla polizia. Così, martedì pomeriggio, Nelcy Suarez Pena, badante di 62 anni boliviana, residente da tempo a Chieti, è stata raggiunta dal provvedimento che dispone il divieto di avvicinamento alla persona offesa. A occuparsi dell’inchiesta per maltrattamenti e lesioni personali, reati entrambi aggravati, è stata la squadra mobile, diretta dal vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio. «Sussiste certamente, da parte dell’indagata, la volontà di prevaricare l’anziana attraverso l’impostazione unilaterale di un contegno domestico vessatorio e intollerabile, costituito da lesioni reiterate a una donna del tutto inerme», scrive il giudice Enrico Colagreco. Il procuratore Lucia Anna Campo aveva chiesto gli arresti domiciliari, considerando il pericolo di reiterazione del reato e la possibilità che la badante possa fuggire.
È fine luglio quando in questura si presenta una delle due figlie della vittima per denunciare i maltrattamenti che la madre è costretta a subire da diversi mesi. Racconta che l’anziana si è ammalata nel 2017 e, due anni dopo, a seguito di un aggravamento delle patologie, lei e la sorella sono state costrette ad assumere una badante perché si occupasse di alimentarla attraverso la peg, ovvero un sondino collegato direttamente allo stomaco, le somministrasse le medicine, ne curasse l’igiene personale e provvedesse alla pulizia della casa. A un certo punto, però, le figlie hanno deciso di installare una telecamera nella camera da letto dell’anziana perché, nonostante qualche giorno prima fosse stata sottoposta a un delicato intervento per sostituire la peg, già c’erano difficoltà nell’erogazione della nutrizione e un’anomala fuoriuscita di sangue. Visionando il sistema di videosorveglianza è emerso che il cattivo funzionamento del sondino era con alta probabilità riconducibile a un pugno che l’indagata aveva sferrato alla 91enne all’altezza dell’addome, proprio nel punto in cui aveva subito l’intervento chirurgico. L’accusa ritiene siano legate alle violenze compiute dalla badante anche una serie di lesioni, tra cui la lussazione di una spalla, riportate dalla vittima nei mesi precedenti. Peraltro, considerando il quadro clinico, il medico di famiglia ha sconsigliato operazioni, motivo per cui la paziente non ha più recuperato la piena funzionalità del braccio. Non solo pugni: nei sei video consegnati dalla famiglia alla polizia si vede anche la boliviana agitare la testa della padrona di casa e tirarle i capelli. Gli investigatori della seconda sezione, specializzati nei reati contro la persona, hanno ricostruito due anni di episodi di «inspiegabile crudeltà», come «ripetute trazioni sul catetere vescicale, con fuoriuscita dello stesso, e traumatismi da corpo contundente che hanno causato un edema massivo nella regione vulvare», il tutto supportato da referti medici che hanno evidenziato anche «ferite, graffi e sublussazione del gomito». Per il giudice, la richiesta di arresti domiciliari è eccessiva rispetto all’esigenza di interrompere i maltrattamenti. L’indagata, difesa dall’avvocato Cesare Schioppa, sarà interrogata nelle prossime ore. Due giorni fa, quando è stata convocata in questura, Nelcy non ha detto una sola sillaba di fronte alla più infamante delle accuse.
©RIPRODUZIONE RISERVATA