Prende a pugni la compagna Il giudice: rimanga lontano da lei

6 Agosto 2020

Chieti. Un giovane di 29 anni è accusato di lesioni gravi dopo aver malmenato la fidanzata Nei guai anche un 53enne di Miglianico: allontanato da casa perché maltrattava la moglie  

CHIETI. L’ha massacrata di botte fino a romperle la milza. Un ragazzo di 29 anni è accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali gravissime nei confronti della compagna di sei anni più giovane, dalla quale ha avuto una figlia: ora non potrà più avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla vittima. La misura cautelare è stata disposta dal giudice Luca De Ninis su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani. Ad occuparsi delle indagini sono stati i carabinieri della compagnia di Chieti, coordinati dalla tenente Maria Di Lena. Il provvedimento del tribunale è stato adottato a seguito della denuncia presentata dalla ragazza, che ha trovato finalmente il coraggio di chiedere aiuto ai militari dell’Arma a seguito di vessazioni fisiche e morali andate avanti dal 2017.
Fin dall’inizio della convivenza, in base al racconto della giovane, il fidanzato – originario di Francavilla – appare manesco e irascibile. Dopo la nascita della bambina, lo scenario peggiora con frequenti e immotivate aggressioni: lui comincia a prenderla a schiaffi, calci e pugni, stringendole anche le mani alla gola. Non mancano neppure umiliazioni e minacce di morte. Almeno inizialmente, la giovane non riferisce a nessuno le violenze che è costretta a subire tra le mura domestiche: teme che una denuncia possa portare conseguenze ancora più pesanti. Fatto sta che, con il passare delle settimane, la situazione diventa ingestibile. L’episodio più grave avviene il 13 ottobre del 2019. Il fidanzato le sferra un pugno al fianco sinistro talmente violento da farle perdere i sensi e incrinarle una costola. Lui non può fare altro che portarla in ospedale, non prima però di averla ulteriormente minacciata: «Non ti permettere di dire che ti ho picchiata: racconta che sei caduta da sola», le ripete più volte. Dopo pochi giorni dalle dimissioni, la giovane avverte ancora un dolore lancinante al fianco sinistro: trasportata in ospedale dal 118, i medici le diagnosticano la rottura della milza e la operano d’urgenza per asportare l’organo. Quando torna a casa, c’è finalmente un periodo di tranquillità. Ma lo scorso 17 luglio si consuma l’ennesima aggressione: la ragazza viene colpita al volto. Lei chiede aiuto al padre e, insieme alla figlia, si trasferisce a casa dei genitori. Il resto è storia recente: la denuncia presentata in caserma, l’attivazione della procedura prevista dal Codice rosso, il provvedimento del giudice. D’ora in poi, l’indagato dovrà rimanere ad almeno 300 metri dalla compagna e da chi vive con lei.
Ma non è l’unico provvedimento adottato negli ultimi giorni dal tribunale di Chieti nei confronti di uomini violenti. Un 53enne di Miglianico, anche lui accusato di maltrattamenti in famiglia, è stato infatti allontanato da casa su decisione del giudice Andrea Di Berardino. L’indagato ha offeso in più occasioni la moglie, controllando tutte le sue spese e costringendola ad andare via di casa e a chiedere ospitalità ai vicini e a un’amica. Avrebbe inoltre spinto i due figli a non restare con la madre. L’ultima aggressione risale a qualche settimana fa quando il 53enne, dopo aver gridato alla compagna di andare via di casa, l’ha presa a schiaffi. L’ordinanza è stata notificata all’indagato dai carabinieri della stazione di Miglianico, agli ordini del tenente Giuseppe Lambriola. Durante l’interrogatorio di ieri mattina, l’uomo – difeso dagli avvocati Vittorio e Alessandra Supino – si è avvalso della facoltà di non rispondere.