Prende il reddito di cittadinanza ma è proprietario di sei case

San Salvo. Nei guai un quarantenne scoperto dalla guardia di finanza: rischia una maxi condanna L’indagato ha percepito illecitamente 7.500 euro. E ora partono i controlli a tappeto nelle aziende
SAN SALVO. Indebita riscossione del reddito di cittadinanza. È il reato contestato dalla guardia di finanza di Vasto ad un uomo di 40 anni di San Salvo che, pur essendo proprietario di sei appartamenti, ha omesso nelle sue dichiarazioni questo particolare.
L’uomo ha rilasciato false attestazioni, grazie alle quali ha ottenuto il sussidio. Denunciato alla Procura della Repubblica di Vasto, l’indagato rischia una condanna che può arrivare a 6 anni di reclusione. La scoperta delle fiamme gialle è stata fatta al termine di una capillare e mirata attività di indagine. Agli uomini diretti dal capitano Marco Foladore non è sfuggita la posizione del quarantenne che, pur avendo la disponibilità di numerose proprietà immobiliari, aveva richiesto e ottenuto il reddito di cittadinanza.
«Grazie», annota il comandante della compagnia della guardia di finanza di Vasto, «ad un’attenta analisi delle informazioni presenti nelle banche dati in uso alle fiamme gialle, i militari hanno accertato la falsità delle attestazioni rilasciate dal richiedente. L'uomo aveva omesso di indicare il possesso di ben 6 unità immobiliari. L’omissione gli ha permesso di percepire, da maggio 2019 ad agosto 2020, una somma totale di circa 7.500,00 euro». Al termine degli accertamenti, le fiamme gialle vastesi hanno deferito il “furbetto” alla Procura della Repubblica di Vasto. La posizione dell'uomo è stata segnalata all’Inps.
Questo comporterà la revoca del reddito di cittadinanza con conseguente disattivazione della carta di pagamento elettronica. L’Inps provvederà anche al recupero dei 7.500 euro indebitamente percepiti. Il caso dell'uomo non è certo l'unico scoperto dalla guardia di finanza. Proprio per questo, e soprattutto per scoraggiare l'emulazione, le fiamme gialle hanno deciso di aumentare l’azione investigativa.
«Sono indagini necessarie a tutela della spesa pubblica», spiega il capitano Foladore. «Il fine è quello di prevenire gli sprechi di denaro e di controllare il corretto impiego delle risorse, assicurando che l’accesso ad agevolazioni e sussidi avvenga a favore di coloro che ne hanno effettivamente bisogno». Anche in Abruzzo, come avviene in tutta Italia, pure le aziende saranno passate ai raggi X per verificare gli incroci fra lavoro sommerso e reddito di cittadinanza.
L’Inps ha inviato alle fiamme gialle migliaia di nominativi. Gli investigatori, attraverso controlli incrociati, arrivano ad isolare le situazioni potenzialmente a rischio o addirittura marcatamente fraudolente. Ora per il sansalvese denunciato non sarà facile difendersi e, soprattutto, giustificare come abbia fatto a dimenticare nella dichiarazione il possesso di ben sei appartamenti.
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