Prende il “Reddito” ma vive nella villa

16 Dicembre 2022

Moglie di un imprenditore denunciata per i dati sull’Isee non veritieri: risiede in un’abitazione di 5mila metri e 26 vani

ATESSA. Percepiva il reddito di cittadinanza pur vivendo in una villa di lusso con il marito imprenditore. La guardia di finanza ha smascherato l'ennesimo furbetto degli aiuti di Stato. Si tratta di una donna di Atessa, denunciata per indebita percezione del reddito di cittadinanza e falsa dichiarazione. L'indagine di polizia economico finanziaria, finalizzata all'individuazione di indebite percezioni del sostegno economico denominato reddito di cittadinanza, è stata condotta dal comando provinciale della guardia di finanza di Chieti e dalla compagnia di Lanciano.
La donna ha presentato dichiarazioni relative al calcolo dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee) con dati non corrispondenti al vero. I finanzieri della compagnia di Lanciano hanno accertato che, nell'autodichiarazione presentata all'Inps, si dichiarava nullatenente e senza proprietà. Invece, come messo in luce dalle successive verifiche, la stessa avrebbe omesso di indicare la disponibilità di diversi beni immobili, dislocati in provincia di Chieti e di proprietà del marito convivente, dichiarando peraltro come quest’ultimo fosse “non occupato”, quando in realtà svolgeva un’attività imprenditoriale. Dalle indagini è ulteriormente emerso che i coniugi vivono in una villa di ben 26 vani, estesa su un terreno di 5mila metri quadrati, per la quale pagano al mese un affitto di oltre 2mila euro. Gli accertamenti svolti dalle fiamme gialle frentane hanno, pertanto, consentito di rilevare che la donna ha indebitamente percepito dallo Stato somme derivanti dalla misura di sostegno economico del reddito di cittadinanza per oltre 10mila euro, percepiti dal 2019 ai primi mesi del 2021. L'Inps è stata già informata: la cifra ottenuta senza diritto, infatti, dovrà essere restituita. La vicenda, che ha risvolti penali, è stata segnalata alla Procura di Lanciano. «Il contrasto alle frodi nel settore assistenziale», precisa il comandante provinciale, colonnello Michele Iadarola, «mira a garantire l'effettivo sostegno alle fasce più deboli della popolazione, evitando il dispendio di risorse a beneficio di soggetti non aventi diritto». (s.so.)
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