Prende la compagna a bastonate, calci e pugni: finisce in carcere

Blitz dei carabinieri in un appartamento del centro dopo l’allarme lanciato dai vicini della coppia La vittima racconta anni di maltrattamenti: «Mi picchia senza un motivo, temo per la mia vita»
CHIETI. Ha preso la compagna malata a calci, pugni e bastonate fino a mandarla in ospedale. Un uomo di 61 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia, è stato arrestato dai carabinieri della tenente Maria Di Lena dopo l’aggressione avvenuta in un appartamento del centro di Chieti: da ieri pomeriggio è rinchiuso in carcere. Non è la prima volta che l’indagato, sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali per una serie di condanne diventate definitive, finisce nei guai per reati analoghi. Dalla denuncia della vittima, anche lei 61enne, con problemi di salute, è venuto fuori un quadro preoccupante, fatto di continue violenze immotivate.
L’allarme scatta venerdì mattina, quando alcuni vicini sentono le grida arrivare dall’abitazione in cui vive la coppia e, temendo il peggio, telefonano al 112. Sul posto si precipita la pattuglia in quel momento più vicina, che è quella della stazione di Bucchianico. All’interno dell’appartamento ci sono ancora sia la donna che il compagno. Dopo qualche minuto, lei trova la forza di raccontare l’incubo domestico che, a suo dire, è costretta a subire da oltre 15 anni. A quel punto scatta il Codice rosso, la nuova legge contro la violenza di genere che ha inasprito le sanzioni e accelerato le procedure per contrastare reati come maltrattamenti in famiglia, stalking e abusi sessuali. L’ultimo episodio in cui la donna è stata picchiata si è verificato poco prima dell’arrivo dei militari. L’indagato, sempre stando alla testimonianza della vittima, l’ha colpita con calci, pugni e bastonate – senza alcun motivo – mentre lei si era appena svegliata ed era seduta sul letto. Lui si difende sostenendo che non è vero niente e che la compagna vuole fargliela pagare per ragioni imprecisate. Ma il racconto della donna trova subito riscontri concreti. Sul corpo sono evidenti i segni delle botte, poi certificati dai medici del pronto soccorso. E in un’ombrelliera i militari dell’Arma trovano il bastone di legno con il quale, in precedenza, il 61enne si era accanito sulla vittima con una forza tale da spezzarlo in tre parti. La donna è sotto choc. Riferisce ai militari che ha paura di rientrare a casa. Teme che il compagno possa ammazzarla, anche perché, in più occasioni, le ha detto che prima o poi la prenderà a coltellate. In altre parole: la situazione potrebbe ulteriormente precipitare e la vittima è in serio pericolo. Ecco perché i carabinieri – autorizzati dal pm di turno, il sostituto procuratore Giuseppe Falasca – dispongono l’allontanamento d’urgenza dell’indagato dalla casa familiare. Si tratta di una misura applicabile, codice penale alla mano, qualora «sussistano fondati motivi per ritenere che le condotte criminose possano essere reiterate ponendo in grave ed attuale pericolo la vita o l’integrità fisica o psichica della persona offesa». Al tempo stesso gli uomini dell’Arma avvisano anche l’Ufficio di sorveglianza, perché il 61enne sta attualmente beneficiando di una misura alternativa al carcere dopo un cumulo di pena di 2 anni e mezzo di reclusione.
Così, ieri mattina, arriva il provvedimento che dispone la sospensione immediata dell’affidamento in prova ai servizi sociali e il contestuale arresto dell’indagato. Non solo l’ultima aggressione: da ulteriori accertamenti emerge che, già in passato, le forze dell’ordine erano intervenute nell’abitazione della coppia per episodi di violenza domestica. Secondo il magistrato di sorveglianza, dunque, l’uomo ha violato in più occasioni le prescrizioni che gli erano state imposte, rendendosi protagonista di una serie di gravi comportamenti tali da essere incompatibili con il beneficio che, all’inizio dello scorso anno, gli aveva permesso di evitare il carcere.
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