Presi i bulli della sala giochi: aggressioni e insulti omofobi «Sono tutti minorenni»

Tre ragazzini rischiano di finire a processo per atti persecutori, minacce e lesioni Il pm: hanno mandato all’ospedale il titolare dell’attività commerciale e i clienti
ORTONA. Botte e dispetti, insulti omofobi e minacce di morte. Per mesi, una banda di bulli non ha dato tregua ai clienti e al giovane proprietario di una sala giochi. I tre ragazzini terribili – di età compresa tra 16 e 17 anni, residenti tra Ortona e Guardiagrele – sono stati identificati e denunciati dai carabinieri: adesso rischiano di finire sotto processo. Il procuratore per i minorenni dell’Aquila David Mancini ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, contestando il concorso continuato in atti persecutori, minacce e lesioni personali.
LE ACCUSE
Gli episodi sui quali hanno indagato i militari della stazione di Ortona sono avvenuti la scorsa estate. Il proprietario dell’attività, un 25enne, aveva allontanato il terzetto per quell’atteggiamento prevaricatore e molesto che aveva spinto molti clienti a lamentarsi. Ma loro, i ragazzini terribili, non l’hanno presa bene e hanno cominciato a minacciare e picchiare il commerciante «con condotte reiterate», per dirla con le parole del procuratore, al punto da provocare alla vittima «un grave stato d’ansia e di paura tale da spingerla ad alterare le proprie abitudini di vita». Il 25enne è stato dunque obbligato a chiudersi all’interno del locale, a interrompere le proprie attività lavorative e a richiedere l’intervento dei carabinieri. L’indagato di 17 anni ha raggiunto la sala giochi «anche più volte nel corso della stessa giornata» e, aiutato a turno dai due amici, metteva a soqquadro e imbrattava le stanze, minacciava o aggrediva i clienti e il titolare e «rendeva inservibile» il bagno dopo aver otturato il water con i rotoli di carta igienica.
LE MINACCE
Non è finita qui, perché il bullo più grande ha terrorizzato il 25enne gridandogli in faccia frasi del tipo: «Infame di m..., ti bruciamo il locale, sappiamo dove abiti, ti spacchiamo la macchina, spacchiamo la faccia a te, tuo padre e tuo fratello. Ti facciamo chiudere il locale, perché non sai chi sono io».
LE BOTTE
In un’occasione, l’indagato ha colpito il commerciante con calci e pugni «in varie parti del corpo», mandandolo all’ospedale. Le lesioni sono state certificate dai medici con cinque giorni di prognosi. E in pronto soccorso è finito anche un 21enne, preso di mira dal capo della baby gang con insulti omofobi: «Perché non stai zitto? Perché non mi succhi il c...? Sei un ri... Vieni qua, voglio solo parlarti». Poi è entrato in azione uno dei complici, che ha rifilato un calcione nelle parti intime del giovane.
IL 16ENNE TERRIBILE
Il procuratore contesta a uno dei 16enni anche la violazione del Daspo Willy, che gli impediva di frequentare i locali essendo ritenuto un personaggio pericoloso. Lo stesso 16enne, due giorni fa, è stato rinviato a giudizio, sempre dal tribunale per i minorenni dell’Aquila, per un altro episodio di violenza che lo ha visto protagonista nell’estate del 2021. Il giovane aveva assunto un atteggiamento da vero e proprio boss, postando sui social alcune foto in cui mostrava una pistola senza tappo rosso.
LA PISTOLA
L’arma ad aria compressa, trovata durante una perquisizione nella sua abitazione, è risultata una fedele riproduzione di una vera. Il ragazzino l’aveva utilizzata durante i festeggiamenti in occasione della vittoria dell’Italia nella finale degli Europei di calcio dell’11 luglio di due anni fa. Nella circostanza, l’allora 15enne era stato ripreso mentre esplodeva alcuni colpi in aria, incurante dei tanti coetanei che gli stavano attorno. Il bossolo incandescente fuoriuscito dopo lo sparo aveva infatti colpito a un occhio una ragazza e le aveva procurato lesioni giudicate guaribili in una ventina di giorni, mentre un altro giovane aveva riportato lesioni a un timpano.
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