«Presidente ci pensi lei»

Magnacca: territorio al collasso, consentiteci di intervenire
SAN SALVO. Neve. Tanta neve. Strade impraticabili, frane, smottamenti. Giorni interi senza luce, acqua e riscaldamento. Danni ingenti che i Comuni non sono in condizioni di affrontare per colpa dei bilanci risicati. Il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca ha scritto al presidente al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, al Presidente della Regione, Luciano D'Alfonso e a Fabrizio Curcio e Antonio Decaro, rispettivamente responsabile regionale della Protezione civile Abruzzo e presidente nazionale Anci chiedendo una loro visita e invocando risorse necessarie e la messa al bando di logiche ragionieristiche. La lettera. «Il mio Comune e tutti quelli del Vastese sono stati sottoposti a mille prove inaudite a causa del maltempo che ha provocato danni alle strutture pubbliche, alle scuole e alle strade», scrive la Magnacca. «Eventi eccezionali hanno messo in ginocchio le amministrazioni locali, che da sole non sono in grado di dare direttamente delle risposte a causa dei bilanci ingabbiati. Mentre siamo ancora nella fase della gestione dell'emergenza, contiamo già gli ingenti danni provocati dal maltempo a tutto il patrimonio pubblico, sia quello viario che a quello immobiliare. Come è noto operiamo con rigorosi criteri di spesa, con i bilanci comunali che non sono in grado di affrontare e sopportare le emergenze, oltre a non avere risorse sufficienti per programmare le riparazioni necessarie e urgenti. Non siamo supportati da risorse necessarie in grado di rispondere in concreto e fattivamente alle richieste di sicurezza pubblica. Sono applicate solo fredde logiche ragionieristiche e principi contabili che non tengono in alcun conto le necessità delle popolazione. E' il momento della concretezza e della praticità per rispondere alle esigenze pratiche di mettere in sicurezza le strutture scolastiche per i danni subiti. Le Istituzioni nazionali devono collaborare in questi momenti di emergenza. Mettetevi nei panni dei sindaci. E' il tempo di stringere la cinghia, partendo sicuramente dalle spese ministeriali. Vanno destinate risorse ai piccoli Comuni. Il nostro è un territorio collassato, al limite della sopravvivenza. Chiediamo al governo nazionale e regionale di consentire a noi sindaci di restituire sicurezza ai cittadini già così tanto provati, offrendo l'opportunità economico-finanziaria di riparare, di sistemare e di riaprire strade, scuole ed uffici pubblici quanto prima, iniziando con la restituzione ai Comuni dell'Imu». (p.c.)

