Preso a calci e pugni da venti giovani Allo Scalo torna la movida violenta

Un tunisino ubriaco infastidisce un gruppo di ragazzi che si vendica: seguito, picchiato e lasciato esanime sul marciapiede Il ferito soccorso dal 118 e trasportato in ospedale. Gli agenti danno la caccia al branco: ora la verità dalle telecamere
CHIETI. In almeno quindici, forse addirittura venti giovani lo hanno seguito, accerchiato e colpito con una raffica di calci e pugni fino a farlo crollare sul marciapiede.
La movida di Chieti Scalo torna a macchiarsi di sangue: un ventenne di origini tunisine, residente in città, è rimasto ferito ed è stato trasportato in ospedale dopo l’aggressione avvenuta nella notte tra sabato e domenica in viale Benedetto Croce, vicino al negozio della Wind, a pochi passi dai locali del divertimento, affollati nel fine settimana da centinaia di ragazzi e studenti.
Le sue condizioni non sono gravi, ma si tratta di un episodio senza dubbio allarmante, che fa accendere di nuovo i riflettori su un fenomeno – quello dei pestaggi durante la movida – già finito in più occasioni all’attenzione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto. Ora è la polizia di Stato a indagare per dare un volto ai componenti del branco.
Ma torniamo alla scorsa sera. In base a una prima ricostruzione, è in realtà il giovane nordafricano, palesemente ubriaco, ad accendere la miccia. In tarda serata, infatti, raggiunge il locale della Galleria Scalo e comincia a infastidire i clienti. Il suo atteggiamento molesto, secondo alcune testimonianze, ben presto diventa minaccioso, perché quel ragazzo – dopo aver alzato troppo il gomito – sembra fuori controllo e farfuglia frasi del tipo: «Vi meno a tutti quanti». Peraltro, non è il primo weekend che si comporta in questo modo. Ma qualche giovane, anziché segnalare il problema al titolare oppure telefonare al 112, stavolta decide di esercitare una sorta di vendetta, dando una lezione a quel coetaneo che si trova in uno stato alterato quantomeno dall’abuso di sostanze alcoliche.
Un gruppo di ragazzi – non è neppure da escludere che tra i componenti ci sia qualche minorenne – risponde alle provocazioni e passa dalle intenzioni ai fatti: segue il tunisino anche all’esterno del pub e, in rapida successione, lo aggredisce. Volano insulti, calci e pugni. Sempre in base ad alcuni racconti, che andranno però confermati dagli accertamenti tuttora in corso, qualcuno lo scaraventa contro le saracinesche dei negozi e il palo che sorregge un cartello stradale.
L’allarme viene lanciato poco prima di mezzanotte e mezzo. Sul posto arrivano a sirene spiegate le pattuglie di polizia e carabinieri e l’ambulanza, mentre gli aggressori fanno perdere le loro tracce nel giro di pochi minuti. Il picchiato è accasciato sul marciapiede, quasi esanime, con la testa e le mani sporche di sangue. Le indagini degli agenti della squadra volante di Chieti partono immediatamente.
Nel frattempo, gli operatori del 118 soccorrono il ferito: dopo le primissime cure in strada, viene trasportato all’ospedale Santissima Annunziata. Qui i medici gli diagnosticano una microfrattura del setto nasale, oltre a una serie di contusioni: in mattinata viene dimesso con una prognosi iniziale di dieci giorni. Adesso la verità potrebbe arrivare anche dalle telecamere presenti in zona.
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