Preso a pugni in strada: Giuseppe Pio diventa testimonial anti-bullismo

8 Maggio 2021

Il 18enne aggredito nell’ex stazione ferroviaria rimase un mese in coma Il movimento dei genitori Moige: ha risposto alla violenza con la gentilezza

LANCIANO. Da vittima di violenza a testimonial contro il bullismo. È una storia di rinascita e di speranza quella di Giuseppe Pio D’Astolfo, il 18enne aggredito dietro l’ex stazione Sangritana e rimasto un mese in coma per un pugno. Sette mesi dopo l’aggressione diventa ambasciatore del Moige (Movimento italiano genitori) contro il bullismo, il cyberbullismo e le discriminazioni. Malgrado la violenza subita, Giuseppe Pio non ha covato rancore o risentimento ma vuole portare un messaggio di pace e di speranza tra i giovani.
AMBASCIATORE MOIGE «Rispondere alla violenza con la gentilezza, questo fa Giuseppe Pio», dice il direttore generale del Moige, Antonio Affinita, ieri a Lanciano per insignire il giovane D’Astolfo dell’importante carica. La nomina è avvenuta in diretta nel corso della trasmissione televisiva di Rai1 “Storie Italiane”, presente anche il Centro. «Giuseppe Pio ha rischiato la vita a causa di un’aggressione brutale che gli è costata il coma», continua Affinita, «ma oggi, dopo tanta sofferenza, reagisce al bullismo per trasformare la violenza in un atto di impegno, di solidarietà e di attenzione verso l’altro. È riuscito a cancellare con l’impegno un episodio gravissimo della sua vita e a diventare uno degli ambasciatori del Moige, protagonista contro il bullismo». Giuseppe Pio ha seguito un itinerario di formazione e ieri ha tenuto la prima video lezione, in forma di webinar, con gli studenti della scuola Parco degli Acquedotti di Roma. LA NUOVA VITA «I ragazzi mi hanno applaudito, si sono trovati in affinità con me e mi hanno chiesto di rivederci», racconta la sua prima esperienze da “ambasciatore” Giuseppe Pio, 19 anni a giugno, «io cerco di trasmettere positività e affetto, di aiutare il più bisognoso. Non è giusto che qualcuno, sotto forma di bullismo o di provocazioni, cerchi di abbattere un altro individuo, è una cosa sbagliatissima». Da qualche settimana è anche volontario nella Croce Rossa. E continua a esprimere i suoi sentimenti nel disegno, per cui ha un vero talento. È questa la nuova vita di Giuseppe Pio, che fa tuttora i conti con le conseguenze dell’aggressione. Eppure, all’uscita dall’istituto di riabilitazione nelle Marche, aveva lanciato un messaggio importante: «La violenza porta solo altra violenza», aveva detto sempre alle telecamere di “Storie italiane”, «ho sempre ragionato per aiutare gli altri, mai con la violenza. Anche la sera del 17 ottobre, sono stato il primo a dire: “Andiamo a berci qualcosa insieme piuttosto che litigare per una stupidaggine”». Proprio da qui era nata l’idea di nominarlo ambasciatore contro il bullismo.
INDAGINI PROROGATE «Oggi è una giornata speciale, sono molto felice», dice mamma Paola accanto al marito Giuseppe, «dico sempre che mio figlio è un miracolato. Non mi sembra vero che sia a casa con noi ma è vero, come lo è, purtroppo, anche quello che gli è successo». Per l’aggressione i carabinieri di Lanciano hanno individuato e denunciato 5 persone, di cui tre minorenni. L’unico imputabile, poiché 14enne all’epoca dei fatti, è stato un mese agli arresti in comunità, ora è libero. Il ragazzino che ha ammesso di aver tirato il pugno a Giuseppe, invece, è in una comunità per minorenni, affidato ai servizi sociali del Comune. Ogni tanto nel fine settimana torna a casa. Nei giorni scorsi c’è stata la proroga di sei mesi delle indagini. La famiglia D’Astolfo dovrà attendere ancora per avere giustizia.
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