Preso con 45 chili di droga

1 Febbraio 2017

La Mobile arresta un incensurato di 33 anni. Il valore della roba è di mezzo milione

CHIETI. È del tipo “brown sugar” e somiglia al caramello, l’eroina sequestrata dalla Squadra mobile di Chieti assieme a un carico di 40 chili di marïjuana e 132 grammi di cocaina. Cinque chili ad elevato grado di purezza, dicono gli investigatori, che uniti a tutto il resto, sul mercato dello spaccio avrebbero fruttato quasi mezzo milione di euro. Al carcere di San Donato è finito Massimo Moretti, 33 anni, di Pescara, intercettato dalle volanti sull’asse attrezzato. Gli agenti, che già da tempo indagavano sui canali di rifornimento della droga che finisce nelle mani dei giovani teatini, lo hanno bloccato e perquisito, fino a quando è saltata fuori una chiave. Quella chiave apriva la porta di un appartamento di via Livenza, a Montesilvano, all’interno del quale erano conservate tutte le sostanze stupefacenti sequestrate.

A illustrare i dettagli dell’operazione, ieri mattina nella caserma Spinucci di Chieti, sono stati il capo della mobile, Francesco Costantini e l’ispettore Licio D’Antuono, responsabile della sezione antidroga, alla presenza dell’ispettore Stefano Bini, della prima sezione criminalità organizzata. L’intero carico, secondo gli investigatori, era destinato all’area metropolitana. Con la droga sono stati rinvenuti diversi bilancini di precisione e una pressa. L’attrezzo, ha spiegato Costantini, serve a compattare l’eroina fino a farle assumere la consistenza di un sasso, poiché si ritiene che la “pietra” di eroina, presenti caratteristiche di purezza maggiori. Secondo gli investigatori l’appartamento di Montesilvano, nelle disponibilità del giovane arrestato, era una sorta di laboratorio-deposito nel quale, periodicamente, venivano stoccate consistenti di droga.

L’indagine ha preso indirettamente le mosse dall’omicidio di Fausto Di Marco, ucciso lo scorso ottobre con un vetro di bottiglia che gli ha reciso la succlavia, davanti a un circolo privato di Chieti Scalo. I due avvenimenti, tuttavia, come Costantini ha tenuto a specificare, non hanno alcun collegamento, ma l’omicidio è stata l’occasione per fare il punto sulla criminalità, in particolar modo quella legata allo spaccio di stupefacenti. «Abbiamo dato in via a un’attività investigativa», ha detto Costantini, «che ci ha consentito di conoscere, oltre allo stato della criminalità, anche alcune notizie che poi sono state debitamente approfondite negli ultimi tempi. Sviluppando una di queste siamo riusciti a focalizzare l’attenzione su un’autovettura che procedeva dalla nostra provincia in direzione Pescara. L’abbiamo seguita, e al confine fra Montesilvano e Pescara abbiamo visto scendere un giovane». A insospettire gli agenti è stato proprio l’atteggiamento del giovane, definito particolarmente nervoso.

Al momento non ci sono altri indagati, ma come ha commentato il capo della mobile, «non credo si tratti di un’impresa individuale». L'inchiesta è coordinata dal pm Salvatore Campochiaro della Procura della Repubblica di Pescara. «Non vorrei gettare falsi allarmismi», ha aggiunto il dirigente della Mobile, «sicuramente con la massiccia presenza di locali notturni e di studenti, negli ultimi anni la richiesta di stupefacente è aumentata. Criminalmente possiamo considerare come un unicum la zona compresa Chieti Scalo, Sambuceto, Pescara e Montesilvano. Negli ultimi anni c’è stata una concentrazione di studenti tutta sullo Scalo, e anche l'apertura di locali notturni, che richiamano un grande numero di persone, ha prodotto l'aumento di richiesta di sostanza stupefacente».

La fascia di età del consumatore tipo, ha concluso Costantini, è compresa tra i 16 e i 40 anni. E anche l’eroina, che un tempo si pensava soppiantata dalla cocaina, invece, è in forte ripresa. L’arrestato è difeso dall’avvocato Paolo Marino.

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