Preso con la droga per la movida: finisce in cella, è caccia ai clienti

Il teatino Pierluigi Bellia, 26 anni, nascondeva in casa cocaina, hashish, marijuana e soldi in contanti La squadra mobile gli sequestra anche due cellulari: s’indaga per ricostruire la catena dello spaccio
CHIETI. Quella droga era destinata ad avvelenare la movida di Chieti Scalo, più volte macchiata da pestaggi e risse al punto tale da finire al centro di vertici in Prefettura e riunioni in Comune. Cocaina, hashish e marijuana. Da sniffare e da fumare. C’era un po’ di tutto a casa di Pierluigi Bellia, 26 anni, arrestato due sere fa dalla squadra mobile e ora rinchiuso in una cella del carcere di Vasto. I poliziotti del vice questore Miriam D’Anastasio e del commissario Nicoletta Giuliante sono piombati nell’appartamento di viale Benedetto Croce, più o meno all’altezza del Villaggio Celdit, dopo aver notato un anomalo via vai di ragazzi. E l’intuizione si è dimostrata azzeccata, perché l’abitazione del giovane pregiudicato teatino – già finito nei guai non solo per storie di stupefacenti ma anche per rapina, lesioni personali ed evasione – era stata trasformata in una sorta di supermercato della droga. Ora le indagini non si fermano, anche perché la polizia ha sequestrato i due cellulari di Bellia. Chiamate, rubriche, messaggi di Whatsapp e Messenger potrebbero svelare l’elenco dei clienti e indicare agli investigatori come proseguire gli approfondimenti per ricostruire la catena dello spaccio.
IL via vai sospetto
Nel primo pomeriggio di venerdì, gli investigatori della sezione antidroga si insospettiscono per alcuni strani movimenti nei pressi di un complesso di case popolari, in particolare vicino alla palazzina in cui abita il 26enne. Nel giro di poco tempo, la scena si ripete tre volte. I giovani arrivano, suonano il campanello o fanno una telefonata, Bellia si affaccia sul balcone e li fa salire. Tempo qualche minuto e quegli ospiti si allontanano. Dopo un po’, arrivano altri quattro ragazzi che, contrariamente a quelli entrati nel palazzo in precedenza, si trattengono nell’appartamento. A questo punto, scatta il blitz. D’altronde Bellia, anche nel recente passato, è rimasto coinvolto nelle indagini condotte dalla Mobile teatina; in primis l’operazione “Rubino”, con ben 74 indagati, che ha svelato come la droga dei clan albanesi che gestivano l’affare dello spaccio arrivava pure nei vicoli del centro storico di Chieti.
LA PERQUISIZIONE
La droga è custodita in un cassetto della credenza: ci sono 74 grammi di cocaina in un unico involucro, 113 grammi di marijuana in un’altra busta e 34 grammi di hashish in due confezioni diverse. Gli agenti sequestrano anche un bilancino di precisione e 400 euro in contanti. Bellia ammette che la droga è sua. Anche i quattro amici vengono perquisiti: uno di loro ha addosso una piccola dose di cocaina, la cui cessione viene contestata a Bellia insieme al possesso dello stupefacente. Così, su disposizione del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, il 26enne finisce in carcere. L’udienza di convalida dell’arresto è in programma domani mattina: l’indagato, assistito dall’avvocato Alessandro Perrucci, potrà fornire la sua versione dei fatti davanti al giudice Andrea Di Berardino.
IL CONTESTO
Le manette scattate due sere fa si inseriscono nel contesto dei controlli sulla movida rafforzati dal questore Annino Gargano. Contrasto alla diffusione della droga, certo, ma non solo. È chiara la linea tracciata per combattere anche risse e pestaggi: chi si rende responsabile di episodi di violenza nei luoghi del divertimento va «espulso» dai locali. È l’effetto del “Daspo Willy”, ossia il divieto di frequentare bar e pub che prende il nome dal giovane di Colleferro pestato a morte, nel settembre del 2020, in una rissa. Il provvedimento può scattare nei confronti di coloro che «abbiano riportato una o più denunce o condanne anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi tre anni per la vendita o la cessione di droga, per fatti commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, locali pubblici o aperti al pubblico».

