Preso il rapinatore del centro scommesse

Diciannovenne vastese incastrato dalle impronte digitali: lasciò la pistola nel locale di cui era assiduo frequentatore
VASTO. Incastrato dalle impronte digitali. La polizia è riuscita a identificare l’autore della rapina messa a segno quattro mesi fa nel centro scommesse Planet Win 365, sulla Circonvallazione istoniense. M.G., 19 anni, incensurato, stando alle immagini della videosorveglianza, pare fosse un assiduo frequentatore del locale. Gli agenti della sezione anticrimine del commissariato di Vasto ha eseguito ieri l’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal sostituto procuratore Michele Pecoraro.
La rapina avvenne la sera del 19 gennaio. «Verso l’ora di chiusura», ricorda il vicequestore Rosetta Di Santo, «il giovane travisato e armato di pistola entrò nel locale e impugnando l’arma intimò al titolare e alla sua compagna di consegnargli l’incasso». La donna, terrorizzata, rimase immobile. Il titolare, temendo il peggio, si affrettò a consegnare il ricavo della giornata: circa 800 euro. Nella concitazione il giovane, per afferrare meglio il denaro, poggiò la pistola sul bancone. Il titolare se ne impossessò con un gesto fulmineo. Il rapinatore, per nulla intimorito, fuggì con il bottino».
Gli indizi forniti dalla vittima agli investigatori permisero di indirizzare le indagini su un giovane vastese. L’accento del rapinatore era tipicamente locale, l’andatura e la gestualità fecero subito sospettare di un giovane cliente che frequentava il centro scommesse. Un cliente del quale tuttavia si ignorava il nome. Ad aiutare gli investigatori è stata la pistola. «Grazie», annota la Di Santo, «al particolare e accurato lavoro di indagine scientifica eseguito sull’arma è stato possibile identificare M.G.».
Il personale della polizia scientifica ha infatti concentrato le indagini sull’arma utilizzata. La pistola sequestrata era caricata a salve e priva del tappo rosso. «Grazie alle capacità e alle sofisticate tecniche utilizzate per l’individuazione delle tracce», prosegue la polizia, «è stata rilevata sul caricatore interno dell’arma una impronta che si è rivelata decisiva».
La comparazione dattiloscopica con le impronte del giovane sospettato ha confermato i sospetti. Il cerchio investigativo si è chiuso con le immagini della videosorveglianza.
Gli indizi di colpevolezza, forniti dagli investigatori alla Procura di Vasto, hanno convinto il sostituto procuratore Michele Pecoraro, a chiedere e ottenere dal gip del tribunale di Vasto, l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del giovane autore del raid armato. M.G. è accusato di rapina aggravata. Nei prossimi giorni dovrebbe essere interrogato.
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