Pretende una casa per il figlio, condannato

Dopo un prestito di 3mila euro, restituito in parte, voleva a tutti i costi l’alloggio popolare della vittima
CHIETI. Il collegio del tribunale di Chieti presieduto da Guido Campli ha condannato a tre anni reclusione Floriano Ulisse, 68enne residente a Montesilvano e difeso dall’avvocato Giuseppe Pantaleone, per usura e tentata estorsione. Le indagini sono state coordinate dal procuratore Lucia Campo (mentre ieri in aula c’era il pm Giuseppe Falasca).
Ulisse aveva prestato tremila euro a un conoscente nel 2016, che si era rivolto a lui a causa della precaria situazione economica del momento, in quanto all’epoca era disoccupato. Nell’arco di due anni aveva ricevuto indietro una somma compresa tra mille e duemila euro, sia in contanti sia con la tessera Rei che gli era stata rilasciata dall’Inps di Chieti, dalla quale era possibile prelevare ogni mese 180 euro. Così fino all’agosto 2018 Ulisse aveva preso una somma pari a 1.124 euro. In seguito aveva inoltre preteso la consegna dell’alloggio di edilizia popolare di proprietà dell’Ater assegnato alla vittima, perché pretendeva che venisse occupato dal figlio e dalla sua compagna. Tra l’altro la vittima era stata anche minacciata tramite un amico comune, che gli aveva riferito una frase del tenore: «Se lo prendo gli spezzo le mani e i piedi». L’avvocato Pantaleone ha annunciato che presenterà ricorso in appello. In passato Ulisse era stato arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo di Chieti dopo essere stato trovato in possesso di bombe a mano, mitra, pistole, munizioni per fucili kalashnikov e caschi, che custodiva nel bagagliaio della propria auto.

