Prevenzione sismica in città, una mappa su tutti i punti deboli
La “microzonazione” consentirà di stabilire dove sarà possibile edificare nuove abitazioni senza rischi L’assessore all’urbanistica Colantonio: «Puntiamo su sicurezza e salvaguardia del territorio»
di Jari Orsini
CHIETI
.. Il Comune si dota di uno studio di “microzonazione sismica”, già validato dalla Direzione lavori pubblici e della difesa del suolo della Regione lo scorso giugno, in vista del nuovo Piano regolatore comunale. Il prezioso strumento cartografico e scientifico, reso obbligatorio dopo il terremoto aquilano, nei prossimi giorni verrà pubblicato sul sito dell’ente e, a stretto giro, sarà recepito dal consiglio comunale. «Lo studio effettuato ha l’obiettivo di salvaguardare il territorio e chiede maggiore attenzione- afferma Mario Colantonio, assessore all’Urbanistica- ai costruttori che edificheranno in città nei prossimi anni».
Anche perché il capoluogo teatino è inserito in un livello “2” di rischio sismico e deve fare i conti con i fenomeni franosi che riguardano il Colle. Da qui la necessità di sapere dove poter costruire e che tipo di accortezze tecniche osservare in virtù dei rigidi dettami impartiti dalla Regione. In questo contesto si inserisce lo studio di microzonazione sismica di livello 1, ovvero che non fissa vincoli, finanziato dalla Regione con 32 mila euro di fondi comunitari Por-Fers. L’amministrazione comunale ha affidato l’incarico, congiuntamente, a due geologi, Ermenegildo Rossetti e Armando Mazzei. Gli esperti abilitati dalla Regione alla Microzonazione sismica, particolare studio che si prefigge di individuare porzioni di territorio contraddistinte da un comportamento sismico omogeneo e di evidenziare le zone suscettibili di instabilità in caso di terremoto, hanno incrociato le indagini a disposizione del Comune.
«A fronte delle mille reperite- spiega Rossetti- ne abbiamo selezionate circa 800. In più abbiamo tenuto conto degli studi di vulnerabilità sismica sugli edifici comunali, eseguiti tra il 2010 e il 2013, nonché delle perimetrazioni del Piano stralcio dell’assetto idrogeologico (Pai) regionale che indica le maggiori zone a rischio frana in città».
Le informazioni raccolte sono state confrontate con un’ipotesi di terremoto del 5,3 grado della scala Richter. Ebbene, in città, sono state identificate 12 Microzone omogenee in prospettiva sismica (Mops), ossia aree stabili ma suscettibili di amplificazione del segnale sismico per effetti stratigrafici. Dopodiché, nelle cartografie redatte, sono state segnalate “zone di instabilità di versante”, come nel caso di Madonna della Vittoria teatro, di recente, di numerose frane, “zone di instabilità per fenomeni di liquefazione” che coincidono nella vallata del Pescara che presenta un terreno morbido e, infine, “zone di instabilità per presenza di cavità” presenti in centro storico. «Ringrazio i geologi e l’ufficio urbanistica del Comune- chiosa Colantonio- per l’ottimo lavoro svolto».
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