Prg, arriva il commissario È lite per l’approvazione

9 Gennaio 2022

ATESSA. «Attiveremo tutte le facoltà che ci riserva la legge per evitare questo scempio che vuole fare il sindaco Giulio Borrelli, che verrà ricordato come il primo cittadino che ha guidato la...

ATESSA. «Attiveremo tutte le facoltà che ci riserva la legge per evitare questo scempio che vuole fare il sindaco Giulio Borrelli, che verrà ricordato come il primo cittadino che ha guidato la peggiore amministrazione della storia di Atessa e che ha affidato ad un commissario la pianificazione del nostro Comune». Questo afferma il consigliere comunale di minoranza Enzo Pellegrini, esponente della Lega, dopo il movimentato consiglio comunale di venerdì, nel quale si è discusso della trasparenza amministrativa per l’adozione della variante al piano regolatore generale.
Consiglio preceduto, a dire il vero, da una convocazione per il 5 gennaio nella quale la maggioranza non si è presentata. «Da qui il rinvio al 7 gennaio, in seconda convocazione, dove per approvare la delibera bastano otto consiglieri comunali. Il 7 la maggioranza di Uniti per Atessa si presenta in aula con otto consiglieri comunali, decretando la fine della maggioranza in quanto per averla nel consiglio comunale di Atessa, composto da 17 membri, ci vogliono nove consiglieri che la sostengono. Nonostante ciò, gli otto consiglieri rimasti arroccati e attaccati alla poltrona hanno deciso di affidare ad un commissario regionale l’eventuale adozione della variante al Prg, esautorando l’intero consiglio comunale su una decisione così importante come la programmazione dello sviluppo e la trasformazione del nostro territorio per i prossimi 15 anni. Ora, è arrivato Borrelli e insieme ai suoi 4 fan, in nome di un presunto interesse a detta loro di tutti i consiglieri comunali, decidono che tutti i consiglieri comunali non possono nemmeno discutere del futuro di Atessa ma occorre un commissario. La vera motivazione», conclude Pellegrini, «è sempre la stessa: non avendo i numeri in consiglio per adottare il piano, tramite questo stratagemma, appaltano ad altri il compito di approvare atti che loro non sono in grado di approvare».
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