Prg di Perano la giunta rinviata a giudizio

7 Luglio 2015

PERANO. É l’intera ex giunta del paese a finire a processo. Il giudice per le udienze preliminari, Marina Valente, su richiesta del sostituto procuratore Rosaria Vecchi ha infatti rinviato a...

PERANO. É l’intera ex giunta del paese a finire a processo. Il giudice per le udienze preliminari, Marina Valente, su richiesta del sostituto procuratore Rosaria Vecchi ha infatti rinviato a giudizio, al 13 gennaio 2016, per un presunto caso di abuso d’ufficio in concorso il sindaco Gianni Bellisario, l’ex vice sindaco Angelo Scutti, gli ex assessori Lisa Bassi, Giulio Pelliciotta, in carica anche ora, e Paolo Pili. Gli amministratori avrebbero disposto di procedere a variante al prg con atto di giunta senza passare per il consiglio comunale, come legge impone, nonché di aver affidato a un tecnico esterno, l’archietetto Santino Iezzi, di Tocco Da Casauria, senza rispettare le norme in materia di procedure negoziate.

Anche Iezzi è finito a processo, proprio per concorso in abuso d’ufficio. A lui era stato affidato l’incarico di redigere lo studio di variante per 32mila936 euro, di cui 10mila227 già liquidati.

Per l’accusa sarebbero state violate le norme in materia di procedura negoziata dell’incarico perché senza previa pubblicazione del bando di gara per incarichi inferiori a 100mila euro - in virtù dei quali tali incarichi possono essere affidati senza bando- dovevano rispettare i principi di non discriminazione, parità di trattamento, proporzionalità e trasparenza che non sarebbero stati rispettati.

Bellisario avrebbe affidato a Iezzi l’incarico «senza aver fornito in favore di ogni potenziale offerente un adeguato livello di pubblicità, non essendo stato istituito alcun elenco generale di professionisti in possesso di idonei requisiti, né tanto meno svolta l’alternativa indagine di mercato». Inoltre sarebbero state inoltrate 5 raccomandate, inviti, ad altrettanti professionisti il 20 dicembre 2010, con scadenza il 29 dicembre, inferiori ai 10 giorni minimi previsti per legge. Due le raccomandate tornate indietro tra cui quella di Iezzi a cui l’incarico è stato affidato il 30 dicembre facendogli ottenere così un ingiusto vantaggio patrimoniale. (t.d.r.)

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