Prg, diviso il fronte del ricorso al Tar «Bene il no di Cicchitti e Cappellone»

12 Febbraio 2022

ATESSA. Non poteva passare inosservata la decisione dei consiglieri comunali di LiberAtessa, Nicola Cicchitti e Sara Cappellone, di non firmare, insieme a Vincenzo Pellegrini e Carmine Fioriti, il...

ATESSA. Non poteva passare inosservata la decisione dei consiglieri comunali di LiberAtessa, Nicola Cicchitti e Sara Cappellone, di non firmare, insieme a Vincenzo Pellegrini e Carmine Fioriti, il preannunciato ricorso al Tar contro la delibera di giunta comunale con la quale si chiede la nomina di un commissario ad acta che approvi la variante al Prg. La maggioranza, guidata dal sindaco Giulio Borrelli, ha approvato la delibera perché, dopo uno studio effettuato da alcuni tecnici, è emersa un'incompatibilità ad approvare il piano, per conflitto d’interesse, di 15 consiglieri comunali su 17.
«Cappellone e Cicchitti ritengono inopportuna la decisione della Regione di non procedere alla nomina del commissario ad acta in attesa di un eventuale ricorso e di conseguenza ritirano la propria adesione al ventilato ricorso al Tar», afferma Simona Auriemma, segretaria del Mau, gruppo storico costituito da Borrelli. «Si tratta di un fatto politico che segna un'ulteriore frattura all’interno del centrodestra atessano. Non possiamo che esprimere apprezzamento e soddisfazione per il buon senso di Cappellone e Cicchitti».
«Non condividiamo», affermano Cicchitti e Cappellone, «la condotta di Borrelli ma non riteniamo opportuno la risposta della Regione di aspettare, cioè, un eventuale ricorso della minoranza per decidere sul commissario. Stando così le cose, ci tiriamo fuori e non firmeremo il ricorso al Tar preannunciato. Proponiamo al sindaco di tornare in consiglio per l’adozione del piano».
Su questa ultima richiesta, il Mau bacchetta i due consiglieri di LiberAtessa: «La richiesta di riportare alla discussione in consiglio comunale la proposta di variante al Prg si presenta come contraddittoria. Infatti, non può sfuggire loro, in particolare a Cicchitti, cui non fanno difetto conoscenza della materia ed esperienza, che o sono valide le ragioni del ventilato ricorso o quelle della maggioranza. In questo caso non esiste una terza via che tenga di fronte all’accertato conflitto di interessi di 15 consiglieri su 17 e che renderebbe illegittima qualunque decisione del consiglio. Condividiamo l’esigenza di una discussione nel merito dei contenuti della variante e siamo disponibili a una discussione pubblica su essi, lasciando a Pellegrini e Fioriti le cause perse e le battaglie portate avanti a soli fini elettorali».
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