«Prg, incompatibilità da vagliare»

5 Febbraio 2022

La polemica ad Atessa. Fioriti: noi siamo per la legalità, attenzione sul commissario

ATESSA. «Il tentativo del sindaco Borrelli è chiaro e scontato: vorrebbe far passare la tesi che “la minoranza” è quella che sta bloccando la variante al piano regolatore, a danno dei cittadini. Questo non è affatto vero poiché la nostra azione è di poter ripristinare la legalità e la democrazia all’interno del consiglio comunale». Torna sull’argomento variante al Prg, il consigliere comunale, di Progetto Atessa, Carmine Fioriti. Argomento che sta infiammando la politica atessana in questo ultimo scorcio, prima delle votazioni di primavera, della amministrazione guidata da Giulio Borrelli.
La maggioranza, in un consiglio comunale in seconda convocazione, ha chiesto un commissario ad acta perché, pur essendo il Prg pronto per essere adottato è stato riscontrato un possibile conflitto di interesse di 15 consiglieri su 17. «Un sindaco e pochi consiglieri hanno del tutto ignorato e calpestato la democrazia, decidendo e imponendo da soli la sussistenza o meno delle incompatibilità tra consiglieri e contenuti del Prg per richiedere alla regione un commissario ad acta che provvedesse all’approvazione del piano regolatore», afferma Fioriti che aggiunge: «Questa procedura è assolutamente anormale in quanto il consiglio comunale è l’unico ente legittimato a decidere sulle incompatibilità, una volta che queste vengano discusse, affrontate e valutate».
Le incompatibilità dei 15 consiglieri sono state valutate dal responsabile del procedimento Maurizio Calabrese e dalla coordinatrice del piano Michela Giammarini, che si sono avvalsi del lavoro del Suap. «Noi», dice Fioriti, «vorremmo, proprio per riportare ai cittadini in modo compiuto e non con veloci slide, analizzare, verificare, discutere la variante in modo che i consiglieri, nell’alveo della loro sede naturale, il consiglio, possano riconoscersi o meno nelle incompatibilità; incompatibilità ora del tutto presunte perché, difatti, non è stata assolutamente data la possibilità di verificarle e, quindi, decidere di conseguenza. A proposito di slide, ne abbiamo viste nel consiglio comunale del 7 gennaio, alcune del "Piano" ma il 14 successivo, abbiamo ricevuto comunicazione di rettifica di alcune di esse perché quelle a noi inviate non corrispondevano al vero. A questo punto abbiamo presentato un semplice invito, nella lettera non è stato mai usato il termine “diffida”, al competente ufficio regionale affinché, valutati tutti gli atti, compresi quelli del consiglio comunale del 7 gennaio, non procedesse subito alla nomina di un commissario ad acta».