«Prigionieri in casa tra fango e crolli»

I residenti di via Forlanini: una palude ogni volta che piove
CHIETI. Abitazioni isolate, paludi di fango e acqua e altri cedimenti sul ponte crollato oltre due mesi fa. Al Buon Consiglio, in via Forlanini e in strada Fosso dell’Inferno, al confine tra Chieti e Bucchianico, la situazione peggiora. Ogni volta che piove i residenti restano prigionieri in casa. La pioggia incessante di lunedì ha portato all’esondazione del fiume Alento che in quel tratto ha reso impraticabile l’unica via di accesso per raggiungere le abitazioni. Il ponticello di Fosso dell’Inferno è stato sommerso da due metri d’acqua e ha sbarrato la strada alle famiglie, rimaste intrappolate in casa con bambini e anziani. «Siamo prigionieri nelle nostre abitazioni», dice Rita Sabelli, che vive con il figlio, la nuora e i due nipoti. «Ogni volta che piove più del solito rimaniamo isolati. I miei nipoti non possono andare a scuola e mio figlio perde di continuo giornate di lavoro. Questa storia va avanti da 20 anni. Nessuno prende provvedimenti. L’ unica cosa che sanno dirmi è di non uscire quando piove. E se uno si sente male, deve morire in casa? Se abbiamo bisogno di un’ambulanza, come si fa? Ora che arriverà l’inverno con le prime nevicate dobbiamo barricarci in casa? Non si può andare avanti così. Non possiamo vivere più con il batticuore. La strada, poi, è piena di buche. Sono già caduta e mi sono rotta un piede».
Sulla collina in cima alla strada di Fosso dell’Inferno vive anche Jghor Ciammaichella con la moglie Barbara Di Berardino: «Un anno fa qui si è sfiorata la tragedia», racconta Ciammaichella. «La strada è stata sommersa dall’acqua e dal fango e io e mia moglie siamo rimasti intrappolati dentro la macchina. Siamo stati salvati dai vigili del fuoco». Fango, tronchi di alberi e buche: la strada per raggiungere le case di Sabelli e Ciammaichella è una corsa ad ostacoli. Oltre all’acqua del fiume, si innalza anche il livello della fogna a cielo aperto che costeggia la strada. Ieri mattina sul posto è intervenuto un mezzo del Comune di Bucchianico che ha spalato la melma. Ma i disagi restano. Nella zona ci sono altre due case e in una di queste vive un 80enne. «Bisognerebbe ripulire il fondo del fiume da detriti e tronchi, riabbassandone il livello dell’acqua», dice Ciammaichella, «oppure alzare il ponticello che, altrimenti, viene sommerso. Ma l’intervento più urgente da fare è la costruzione di cunette per far scolare l’acqua». A preoccupare i residenti sono soprattutto le condizioni del ponte di via Forlanini, crollato il 15 agosto scorso dopo un nubifragio. L’Anas come intervento di emergenza ha alzato un muro di sabbia per fermare il crollo del ponte e ha sistemato i semafori per permettere il doppio senso di circolazione sull’unica carreggiata rimasta integra. «Dopo un primo intervento», spiega la residente Di Berardino, «il ponte è stato completamente abbandonato e oggi presenta ulteriori danneggiamenti e sempre più pericoli per chi transita nella strada sottostante. «Nessuno ci ascolta», conclude Sabelli, «vengono, danno un’occhiata al ponte e poi se ne vanno. E noi restiamo prigionieri in casa a vivere nella paura e nella speranza che non succeda prima o poi una tragedia».
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