Prima viene investito e poi anche arrestato

Turista tedesco finisce nei guai: l’auto pirata fugge ma le forze dell’ordine non lo capiscono e lo fermano. Lui reagisce picchiando vigilessa e carabinieri
ATESSA. Investito da un pirata della strada, finisce per essere arrestato per avere picchiato una vigilessa e tre carabinieri della compagnia di Atessa. È la disavventura capitata a un turista tedesco in vacanza a piedi per l’Italia. Ullrich Wolfang Breusch, 47 anni, come ha spiegato nella direttissima per la convalida del suo arresto, ha detto di essere un turista che da Tubinga, sua città natale, sta girando la penisola a piedi.
Ma per gli agenti che lo hanno ammanettato è un clochard che vive da tempo ad Atessa. Secondo le accuse avrebbe creato problemi di ordine pubblico, opposto resistenza a dei pubblici ufficiali e provocato loro lesioni, ferite ed escoriazioni guaribili in due giorni. Per capire come Breusch sia finito a processo, bisogna risalire a lunedì pomeriggio.
Quel giorno il turista-clochard tedesco, come spiegato dall’interprete presente ieri in aula a Lanciano, è stato investito da un’auto ad Atessa. Breusch è stato urtato e spinto contro un muro sul quale ha battuto la fronte. L’auto non si sarebbe fermata e il tedesco avrebbe cominciato ad inseguirla.
«Stava inseguendo l’auto a piedi quando ha visto una vigilessa», racconta il difensore dell’uomo, l’avvocato Silvana Priori, «che, anzichè inseguire l’auto e prenderne i dati, ha fermato Breusch. Lui, non capendo la lingua, ha cominciato a dimenarsi e a gesticolare, chiedendo di inseguire il mezzo. Ma la vigilessa, non comprendendolo, gli ha chiesto i documenti».
Breusch per tutta risposta l’avrebbe spintonata e minacciata. La vigilessa, spaventata, a quel punto ha chiamato i carabinieri. I militari sono intervenuti in due e hanno chiesto di nuovo i documenti al turista tedesco. Anche questa volta l’uomo, non capendo quello che i militari chiedevano, non ha mostrato le proprie generalità, ma ha cominciato a picchiarli. Bloccato e ammanettato, appena arrivato in caserma Breusch in preda all’ira ha picchiato anche un terzo carabiniere. Nel comando un interprete ha tradotto le ingiurie che l’uomo rivolgeva ai militari. Da qui le accuse di resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lesioni e rifiuto di fornire le generalità. In aula Breusch si è presentato con una ferita alla testa, segno dell’investimento subito. «Per me è stato tutto un equivoco», sostiene l’avvocato Priori, «nato da problemi di comprensione della lingua. Breusch non capiva, infatti, perché fermassero lui anzichè l’auto pirata. Alle sue rimostranze, forse esagerate, lo hanno ammanettato. Non ha picchiato gli agenti, li avrà colpiti nel dimenarsi perché non capiva il motivo per il quale finiva lui in cella e non il suo investitore».
Il giudice Andrea Belli, tuttavia, ha convalidato l’arresto e revocato il fermo al turista: per lui è stato disposto il divieto di soggiorno in tutti i comuni della provincia di Chieti. Comparirà a processo il 2 febbraio 2016.(t.d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

