Primari e ateneo sfidano la Asl sulla demolizione

23 Maggio 2021

Costituito il comitato a sei che si oppone alla decisione del manager Schael Proposte tecniche moderne per il recupero. La Regione tenta la mediazione

CHIETI. Il comitato dei primari dell’ospedale Santissima Annunziata nomina 6 rappresentanti e si prepara al primo round in Regione contro il direttore generale della Asl Thomas Schael. Obiettivo: evitare l’abbattimento di un’ala dell’ospedale (una di quelle che si è scoperto essere state costruite con cemento impoverito e anche parzialmente sgomberate) che comporterebbe, secondo i primari, il blocco dell’ospedale per anni.
Schael però ha avuto a disposizione un finanziamento della Protezione civile di 4 milioni e mezzo di euro e ha intenzione di utilizzare i fondi per abbattere un pezzo di ospedale (il corpo C) e costruire una nuova palazzina a fianco dell’entrata principale. Ma i primari, per la prima volta tutti uniti, si oppongono al progetto e, in maniera inedita, hanno costituito un comitato che, attraverso il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi, ha convocato Regione e Asl per bloccare l'abbattimento. La Regione, attraverso l’assessore alla sanità Nicoletta Verì, ha preso tempo, avocando a sé la patata bollente. Ma ha anche fatto alcune concessioni ai primari: Verì ha promesso infatti che il comitato, in forma ristretta a 6, verrà convocato mensilmente per decidere insieme sul futuro dell’ospedale teatino. Martedì prossimo si terrà la prima riunione con un solo punto all’ordine del giorno: il progetto di abbattimento del corpo C dell’ospedale. I primari chiedono la revoca della delibera che dà il via libera all’operazione. Basterebbe anche una sua modifica, nella parte in cui si prevede l’abbattimento.
Del comitato a 6 fanno parte, in maniera paritetica, tre primari universitari e tre ospedalieri. Gli universitari sono il primario di Chirurgia Felice Mucilli, il direttore della Clinica oftalmologica Leonardo Mastropasqua e il direttore della Clinica medica Francesco Cipollone. Gli ospedalieri sono il primario della Chirurgia vascolare Franco Michelino Fiore, la direttrice del Servizio immunotrasfusionale ospedaliero aziendale Patrizia Di Gregorio e il direttore dell’Unità di terapia intensiva cardiologica Marcello Caputo. Sei nomi di primo piano che intendono incidere sul destino del Santissima Annunziata, legato a doppio filo con quello dell’università e, di riflesso, a quello della città.
«L’abbattimento del corpo C di oltre 10mila metri quadrati», spiega Mucilli, «significherebbe bloccare l’attività clinica o, quanto meno, limitarla fortemente per anni. Sarebbe la morte sia per l’ospedale che per l’università. Ci sono invece tante moderne tecniche per recuperare il corpo C senza abbatterlo». Contro il progetto di abbattimento c’è anche l’ateneo, che vede a rischio le scuole di specializzazione di Medicina: per restare in attività le scuole di specializzazione hanno bisogno di determinati standard che l’ospedale deve assicurare.
Martedì prossimo si scoprirà quali carte ha intenzione di giocare la Regione: visto che l’assessore ha spostato sul tavolo regionale la contesa, adesso si capirà se intende dare spazio alle richieste dei primari oppure sostenere Schael portando avanti l’abbattimento.