Primarie, Valente perde ma fa paura a Pupillo e Pd
I democratici esultano per la vittoria del sindaco ma non per i consensi ottenuti Il leader di Progetto Lanciano acquista peso: «Davide ha quasi sconfitto Golia»
LANCIANO. Il Davide-Pino Valente ha quasi sconfitto il Golia-Pd e il suo candidato a sindaco alle prossime amministrative, Mario Pupillo. È questo, mutuando l’espressione usata proprio dal leader di Progetto Lanciano, il primo dato su cui riflettere all’indomani delle primarie di centrosinistra e liste civiche. I soli 157 voti che separano il futuro candidato sindaco della coalizione dal concorrente storico e alleato di governo per cinque anni sono lo specchio di quello che accade all’interno del centrosinistra cittadino: le liste civiche sono sempre più vicine, e quindi più determinanti nelle scelte future, ai numeri del Pd, salutato invece a livello locale come «primo partito cittadino» e «primo partito di governo e della nazione». A rimarcare le distanze più che accorciate tra civiche e partiti è lo stesso Valente che, pur deluso dal risultato, sperando nel sorpasso sfumato solo per qualche decina di voti, non esita a ricordare che il Pd si presentava alle primarie come una corazzata: «Sette consiglieri, tre assessori, vari presidenti di enti strumentali tra cui Fiera, Farmacie, Sasi e Isi».
Che fine hanno fatto quei consensi? E, soprattutto, basteranno ora a traghettare senza timori il sindaco Pupillo alla vittoria «al primo turno» come prospetta il coordinatore cittadino del Pd, Leo Marongiu? Le primarie di domenica scorsa sono state una cartina al tornasole per il partito che deve fare i conti, prima ancora che con le liste civiche, soprattutto al suo interno. Qualcuno tra gli storici iscritti al movimento lamenta che «non si è lavorato abbastanza» e che sia mancato «il confronto tra la gente e con la realtà». Di fatto il Pd esce con le ossa rotte. I circa 500 voti in più ottenuti alle primarie rispetto al 2010 (furono 1680 i votanti, domenica 2.195) sono da ascrivere alle civiche di Valente e Davide Caporale e al volto nuovo di Sel, rappresentato dalla giovane Francesca Caporale. «Guardiamo al risultato assoluto», sottolinea Marongiu, «non siamo gelosi degli altri perché questa è la nostra coalizione, è ciò da cui siamo partiti e da cui dobbiamo ripartire».
Il Pd annuncia già che la lista vedrà di nuovo in campo i giovani consiglieri «anche in un ottica di rinnovamento», spiega Marongiu. Si riparte quindi dallo stesso Marongiu, da Angelo Laccisaglia, Antonio Bianco e Giuseppe Ferrante, passato al Pd da Progetto Lanciano. «Questa amministrazione ha due gambe», commenta Pupillo, «i partiti e le civiche, e dunque non può essere zoppa. Né io né Pino potevamo fare da soli, ma insieme, e grazie anche alle altre forze come Davide e Francesca che ringrazio e ad altre che si aggiungeranno, rappresentiamo una classe politica diversa: più trasparente, più unita, senza alcun interesse personale. Non possiamo che continuare così». Intanto si può cominciare a riflettere su qualche dato: Pupillo e il Pd hanno vinto nei seggi di Palazzo degli Studi, viale Cappuccini, Sant’Amato e Santa Rita. Valente va forte a Villa Andreoli e via del Mare-Olmo di Riccio.
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