Primario morto, due anni all’automobilista

17 Settembre 2021

L’anziana investitrice ha patteggiato la pena: dovrà anche risarcire i figli della vittima Roberto Buzzelli

VASTO . Sono trascorsi due anni dalla morte, all’età di 66 anni, di Roberto Buzzelli, primario del reparto di Otorino dell’ospedale San Pio coinvolto in un incidente stradale. Una tragedia devastante per familiari e amici. Ieri mattina A.C., 87 anni, l'anziana automobilista che investì il medico, è comparsa davanti al gip Fabrizio Pasquale.
Il difensore della donna, l'avvocato Arnaldo Tascione, ha chiesto il patteggiamento. A.C., grazie alle attenuanti generiche, ha avuto due anni di reclusione e al risarcimento dei figli della vittima che si sono costituiti parte civile. I due ragazzi, rappresentati dagli avvocati Elisa Pastorelli del foro di Vasto e Nicola Montani di Pescara, erano in aula. Anche l'indagata era presente all'udienza.
A rappresentare la pubblica accusa è stato il procuratore capo, Giampiero Di Florio, che ha condotto l'inchiesta. La dinamica della tragedia è parsa subito evidente. L’anziana, che all'epoca aveva 85 anni, era alla guida di un fuoristrada Opel Frontera con griglia di protezione anti cinghiali. L'automobilista è finita contro la moto guidata da Buzzelli. L’incidente avvenne il 19 luglio all’incrocio tra via Madonna dell’asilo e via Valloncello. Durante le 48 ore successive, i medici dell’ospedale di Chieti sottoposero il primario a diversi interventi per salvagli la vita. Ma il 21 luglio Buzzelli morì. Due giorni dopo venne eseguita una virtual tac sul corpo del medico e le immagini radiologiche tridimensionali confermarono la morte per sofferenza degli organi straziati a causa dell’impatto con la Opel Frontera.
Gli accertamenti sul luogo dell’incidente hanno permesso ai vigili urbani di ricostruire la dinamica dello scontro. L'87enne è stata rinviata davanti al gup con l'accusa di omicidio stradale colposo, secondo le norme introdotte nel marzo 2016.
Parenti, amici e colleghi di Roberto Buzzelli a distanza di due anni ricordano ancora con grande commozione il primario. Per i figli attaccati al padre, la morte di Buzzelli è stato un fatto dolorosissimo. «Il dolore silenzioso dei familiari», dice l’avvocato Pastorelli, «di tutta la comunità civile, dei colleghi e di tutti i sanitari dovrebbe essere di monito affinché ci sia maggiore attenzione alla segnaletica e ad un riordino del traffico cittadino». All'incrocio in cui il dottor Roberto Buzzelli è stato istituito il senso unico. (p.c.)
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