Primario morto, una perizia sulla moto

Indagini ancora in corso sull’incidente in cui ha perso la vita Buzzelli: si va verso la richiesta di proroga
VASTO. Sono trascorsi sette mesi dalla morte, all’età di 66 anni, di Roberto Buzzelli, primario del reparto di Otorino dell’ospedale San Pio coinvolto in un incidente stradale. Un trauma devastante per familiari e amici. Le indagini sul tragico incidente sono state secretate. La famiglia, rappresentata dall’avvocato Elisa Pastorelli, attende con ansia le decisioni del procuratore capo Giampiero Di Florio. Alla famiglia non è stato notificato alcun avviso di conclusione delle indagini. Non è escluso, a questo punto, che venga richiesta una proroga. Nel frattempo i familiari del primario hanno presentato una richiesta di risarcimento danni alla compagnia assicurativa per l’esito letale dell’incidente e per i danni provocati alla moto del medico. Danni che saranno quantificati nel corso di una perizia tecnica da un esperto di infortunistica stradale nei prossimi giorni. L’anziana di 85 anni che, alla guida di un fuoristrada Opel Frontera con griglia di protezione anticinghiali, è finita contro la moto guidata da Buzzelli risulta indagata per omicidio stradale. Nel fascicolo aperto della procura è finita anche la cartella clinica del medico all’interno della quale è raccontato il calvario di Buzzelli, al quale è stato intitolato qualche settimana fa il reparto di Otorinolaringoiatria del San Pio: il medico nativo di Ortona, prima di trasferirsi a Vasto, aveva vissuto a lungo a Pescara.
L’incidente è avvenuto il 19 luglio 2019 all’incrocio tra via Madonna dell’asilo e via Valloncello. Durante le 48 ore successive, i medici dell’ospedale di Chieti hanno sottoposto il primario a diversi interventi per salvagli la vita. Ma il 21 luglio Buzzelli è morto. Due giorni dopo, è stata eseguita una virtual tac sul corpo del medico e le immagini radiologiche tridimensionali hanno confermato la morte per sofferenza degli organi, straziati a causa dell’impatto con la Opel Frontera. Gli accertamenti sul luogo dell’incidente hanno permesso ai vigili urbani di ricostruire una prima ipotesi della dinamica dello scontro. Dopo l’incidente, la pensionata era apparsa sobria e lucida ma gli avvocati della famiglia lamentano l’assenza dei risultati dell’alcoltest. Sulla 85enne pende l’ipotesi omicidio stradale, secondo le norme introdotte nel marzo 2016. Ipotesi che, in base al codice della strada, prevede in caso di violazioni, una pena che va da due a 7 anni di reclusione.(p.c.)
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