Primo con Kant e Fichte alle olimpiadi di filosofia

CHIETI. È Dario Rezaei Riabi, 18enne del liceo scientifico Masci, il primo classificato nella selezione regionale della 25esima edizione delle Olimpiadi di Filosofia: «Eravamo quaranta ragazzi da...
CHIETI. È Dario Rezaei Riabi, 18enne del liceo scientifico Masci, il primo classificato nella selezione regionale della 25esima edizione delle Olimpiadi di Filosofia: «Eravamo quaranta ragazzi da tutta la regione», racconta la giovane promessa del quinto A, che nel liceo Volta di Francavilla, lo scorso 17 febbraio, ha affrontato la prova scritta. Quattro le tracce da poter scegliere e da svolgere, in inglese o in italiano, nell’arco di quattro ore di tempo: «Io ho scelto il tema sul multiculturalismo, che ho scritto in lingua inglese», racconta Dario, di origini iraniane, nato a Sulmona e cresciuto in città.
Una commissione di 6 membri, composta da professori universitari e dei licei abruzzesi, ha deciso che i primi quattro ragazzi potranno recarsi a Roma per le olimpiadi nazionali, le cui prove si terranno dal 27 al 29 marzo. E se anche queste dovessero andare a buon fine, lo studente del liceo Masci a fine maggio volerà a Rotterdam per l’International Philosophy Olympiads, dove potrà rappresentare l’Italia insieme a un altro vincitore, nella sfida a livello internazionale. Iniziative sostenute da tempo nel territorio dalla Società Filosofica Italiana, sezione di Francavilla al Mare, che continua a sfornare giovani studiosi. Ma Riabi già si era fatto conoscere al mondo della scienza in occasione del concorso nazionale School Hackathon 2015, quando arrivò terzo in classifica, inventando una android App, «un taccuino per smartphone», precisa Dario, che dopo il liceo vorrebbe iscriversi alla facoltà di ingegneria e che nel frattempo non vuole abbandonare la sua passione per Kant e per l’idealismo tedesco. «Nella prova per le selezioni regionali ho parlato di tre differenti modelli d’integrazione, discutendo della loro possibile attuazione, finalizzata alla promozione del multiculturalismo. Ho citato, principalmente», conclude, autori come Kant e Fichte». (e.r.)
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