Primo giorno di saldi Città deserta e negozianti delusi

6 Luglio 2014

Il titolare di Baby trend: si torna a pagare gli abiti a rate Sul Colle e allo Scalo: speriamo di recuperare presto

CHIETI. Tradito da un sabato pieno di sole e dalla voglia di mare. Sotto tono l’esordio dei saldi in città e l’amarezza dei commercianti cresce.

Ieri mattina Chieti vuota nonostante i richiami «irresistibili» dalle vetrine che promettono sconti eccezionali.

Stessa musica anche nel pomeriggio nonostante i parcheggi gratuiti messi a disposizione dal Comune in piazza San Giustino, corso Marrucino e piazza Garibaldi. Strisce blu diventate «bianche» dalle 15 alle 20 anche allo Scalo in viale Abruzzo e viale Benedetto Croce. Ma la risposta attesa dai commercianti è stata deludente ovunque.

«Speriamo a questo punto che lunedì cambino le cose» dice con l’amaro in bocca Tiziana Nobilio di Onix, in corso Marrucino «la prima giornata di saldi è stata deludente nonostante il forte ribasso dei prezzi esposti sulla merce in vetrina». Deluso anche il titolare di Baby trend, sempre in corso Marrucino. «I prezzi in realtà sono contenuti tutto l’anno. Nel periodo di saldi cerchiamo di accontentare ancora di più i nostri clienti, ma la crisi morde l’economia familiare di tante persone» sostiene Antonello Favata. Una povertà che sale e non solo a parole. A testimoniarlo sono i tanti post-it dove il commerciante, con grande discrezione, segna le piccole cifre versate ogni mese da mamme, papà e nonne che altrimenti non potrebbero permerttersi di acquistare l’abbigliamento per i bambini in contanti.

«Siamo tornati indietro di 50 anni» aggiunge il commerciante «quando si andava dal panettiere o dal macellaio e si faceva “segnare” l’importo della spesa per poi pagarlo in piccole rate». Le difficoltà economiche riducono le spese rivolte anche ai bambini. «Ora gli indumenti si passano tra amici e parenti. Paradossalmente» rivela Favata «i clienti più assidui del mio negozio sono romeni e albanesi, stranieri che non hanno alle spalle il sostegno di familiari o amici». Qualche vendita sporadica è stata registrata nel settore delle calzature. Soprattutto quelle più costose, made in Italy. Per il resto calma piatta. Oggi i negozi resteranno chiusi e si spera in un recuperonella giornata di domani quando si tornerà a lavorare e la città dovrebbe, almeno si spera, riprendere a vivere. Confcommercio e Confesercenti tornano a ribadire il loro consiglio: fate acquisti nei negozi del centro storico. Ieri, però, l’unico luogo che pullulava di persone è stato il centro commerciale Megalò allo Scalo. (y.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA