Primo sabato lavorativo In Sevel è sciopero Fiom

10 Ottobre 2019

Protesta ad Atessa, il sindacato proclama lo stop contro l’aumento dei turni «Tanti dubbi anche sul futuro dell’impianto, nessun confronto con i lavoratori»

ATESSA. Sciopero di 8 ore sabato in Sevel contro l'aumento dei turni di lavoro quando, per la prima volta in 40 anni di storia produttiva nella fabbrica del Ducato, il sabato sarà un giorno lavorativo di regime ordinario. A proclamare la giornata di protesta è la Fiom che chiama a raccolta tutti lavoratori contro le politiche aziendali e una crescente incertezza su numeri, date e produzione del prossimo anno che, in Sevel, comincia davvero a preoccupare. «Solo con l'adesione massiccia allo sciopero i lavoratori possono davvero dare un forte segnale all'azienda», fanno appello le rsa di stabilimento Roberto Ferrante e Antonio Di Tonno. Per la Fiom l'aumento dei turni da 15 a 17, facendo salvo il turno notturno destinato ai soli volontari, è «anomalo». «Non si spiega», interviene Alfredo Fegatelli, segretario regionale e provinciale Fiom, « come mai, a fronte di un aumento produttivo così importante da dover modificare i turni, l'azienda abbia scelto di lasciare la notte volontaria. In realtà non sappiamo niente sulla produzione di quest'anno, che non arriverà a 300mila furgoni (lo scorso anno era stata di 298mila veicoli ndc) e nemmeno su quella del prossimo anno. Nessuno ci dà notizie sul nuovo Ducato e su dove e come si produrrà visto che le linee non sono state modificate ad Atessa». La Fiom evidenzia anche la totale mancanza di confronto con i lavoratori sul tema dell'aumento dei turni. «Pur avendo tutto il tempo di farlo, visto che dell'aumento dei turni si parla da maggio», rimarca Fegatelli, «nessun sindacato firmatario di contratto ha convocato assemblee con i lavoratori, solo la Fiom». Entro la fine del 2021 in Polonia il gruppo Psa (Peugeot-Citroen), partner di Fca in Sevel e che ora comprende anche i marchi Opel e Vauxhall, comincerà a produrre furgoni commerciali di grandi dimensioni nello stabilimento di Gliwice, dove ci si prepara ad un periodo di almeno 10 anni di produzione di 100mila veicoli all’anno. Quando nel 2023 scadrà la joint-venture in Sevel tra Fca e Psa ci si chiede cosa ne sarà dello stabilimento più grande d'Europa per la produzione di veicoli commerciali leggeri. «Chiediamo da mesi che venga presentato un piano industriale e degli investimenti», insiste Fegatelli, «in modo da capire la reale portata del problema». I turni extra spaventano non solo per il brusco cambiamento delle abitudini di vita di oltre 6mila dipendenti, «come faranno le mamme per accudire i figli il sabato?», «che ne sarà del tempo-famiglia? E chi abita fuori come farà a recuperare il riposo considerando i tempi di trasporto?» si chiede la Fiom, ma anche per i contraccolpi sui pendolari in termini economici e di tempo. «Prima col sabato straordinario il lavoratore aveva un riconoscimento economico», rimarca Di Tonno, «ora non avrà nulla di più, ma dovrà sottrarre allo stipendio i maggiori costi per i trasporti. Nessuno si è preoccupato di capire come si farà con gli abbonamenti con le aziende di trasporto».
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