«Priorità al bilancio, poi il resto»

26 Novembre 2023

Il primo cittadino alla vigilia del consiglio: «Puntiamo tutti all’approvazione»

CHIETI. Il sindaco Diego Ferrara frena il toto assessore e la rosa di nomi che si candida alle poltrone vuote per concentrare le sue forze verso il risanamenti dell’ente, logorato dal maxi buco di 78 milioni di euro. E ciò conferma quindi quanto annunciato anche dal segretario del Pd Enrico Iacobitti che ha ribadito la volontà del primo cittadino di provvedere alla ricomposizione della giunta a maggio 2024, cioè dopo che il Ministero si è espresso sul prezioso documento finanziario. «Abbiamo una priorità grande che non può diventare secondaria», dice Ferrara, «approvare il bilancio stabilmente riequilibrato. Tutto il resto viene dopo». Il sindaco concentra tutte le sue forze per la giornata di domani, quando nell’aula del consiglio avverrà la discussione del bilancio, del Dup (Documento unico di programmazione) e del piano delle opere triennali.
«Siamo a uno snodo importante e delicato, sia per il nostro lavoro di amministratori, sia a vantaggio della città», continua Ferrara, «io sono stato eletto per questo: governare Chieti e, insieme, affrontare e trovare soluzioni ai tanti e complessi problemi che ha. Caselle e poltrone sono argomenti che da sempre non mi affascinano perché da tre anni, ogni giorno, lavoro con la maggioranza e la squadra per trovare una cura e costruire un percorso efficace per il rilancio della città in una delle congiunture peggiori della sua storia. Su questo sono concentrate ora forze ed energie alla vigilia della seduta di bilancio». Sono diversi i nomi che in questi giorni sono andati alla ribalta per le future nomine in giunta. E il sindaco ribadisce: «Le decisioni verranno prese in seguito».
E se l’unione fa la forza, per un Comune in dissesto mai come in questo caso è necessario. «Lavorerò alla giunta solo dopo aver messo in sicurezza programmazione e risanamento», conclude il primo cittadino, «e lo farò facendo scelte che siano in grado di assicurare l’unione di tutte le forze di governo, perché il nostro lavoro, sia quello svolto e sia quello che ci aspetta, è un una fase strategica e deve poter continuare in modo lineare, armonico e spedito». (e.g.)
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