Procedure esecutive immobiliari «Primi per le pratiche smaltite»

Il palazzo di giustizia frentano è in vetta in Italia per i pochi fascicoli con oltre cinque anni di anzianità Pesenti (T6): dato interessante. Codagnone (avvocati): i piccoli presìdi di giustizia non vanno chiusi
LANCIANO. È il tribunale di Lanciano il migliore, il primo in Italia, tra i presidi giudiziari più performanti in virtù del limitato peso dell’arretrato dei fascicoli delle procedure esecutive immobiliari oltre i 5 anni. In tempi in cui si discute della soppressione dei piccoli tribunali come Lanciano, il presidio frentano fa segnare un altro record. Primo per anni tra i presidi di giustizia più produttivi, ora sceso per carenza di personale, torna al primo posto invece nel settore delle procedure immobiliari con un totale di 98 fascicoli ancora pendenti nel 2021, seguito al secondo posto dal tribunale di Gorizia, con 106 fascicoli e in terza posizione dal tribunale di Aosta, per un totale di 112 procedure aperte nello stesso anno. Il dato emerge da “Il funzionamento delle procedure esecutive: analisi e performance dei tribunali”, l’approfondimento a cura del professor Federico Cecconi e dell’avvocato Laura Pelucchi, del report annuale presentato dall’Associazione T6 – Tavolo di studio sulle esecuzioni italiane – nato per indagare il funzionamento delle esecuzioni immobiliari in Italia. Lo studio si articola attraverso l’analisi delle performance dei tribunali su arretrato e capacità di smaltimento delle pratiche nonché sull’individuazione di fattori in grado di incidere significativamente sulla durata e lo svolgimento dei procedimenti.
«Il monitoraggio dell’andamento dei tribunali in termini di pratiche pendenti ci ha permesso di restituire un quadro preciso della situazione italiana, mostrando anche come il tribunale di Lanciano sia al primo posto in Italia con il minor numero di fascicoli con anzianità superiore a 5 anni», spiega Marco Pesenti, presidente dell’associazione. «Da queste basi potremo lavorare congiuntamente per intervenire in maniera diretta sulle cause principali che influiscono in maniera negativa sulla durata delle procedure».
«È una notizia che ci riempie di orgoglio», commenta Antonio Codagnone, presidente dell’Ordine degli avvocati di Lanciano, «ma soprattutto è un dato che dimostra di quanto siano importanti i tribunali cosiddetti minori, presidi che assolvono alle proprie funzioni anche con ottimi risultati come dimostra Lanciano che nel settore delle esecuzioni immobiliari ha visto lo scorso anno il giudice Massimo Canosa, passare il testimone alla collega Chiara D’Alfonso. E questa efficienza è anche maggiore rispetto ai tribunali più grandi. È in discussione nelle commissioni parlamentari la revisione della geografia giudiziaria del nostro territorio che prevede che i tribunali soppressi di Lanciano, Avezzano, Sulmona e Vasto riprendano le proprie funzioni e che sia la Regione a sostenerne le spese di funzionamento», aggiunge Codagnone, «una proposta presa a modello anche da altre regioni e che deve andare avanti insieme alla riapertura delle piante organiche».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

