Processione patrimonio Unesco? Si cerca l’accordo con la Spagna

La città non si arrende per ottenere l’ambito riconoscimento e punta a una proposta transnazionale Di Vincenzo: se ci alleiamo con iniziative simili della penisola iberica abbiamo una chance in più
CHIETI. Il percorso è lungo e difficoltoso, ma Chieti non si arrende e continua a lavorare per far diventare la Processione del Venerdì santo patrimonio immateriale dell'Unesco. «I percorsi di candidatura sono molto complessi», conferma Cinzia Di Vincenzo, presidente del Club per l'Unesco di Chieti, «noi comunque stiamo cercando la strada migliore per avanzare la candidatura. Stiamo sondando la possibilità di una proposta transnazionale, insieme cioè ad altre manifestazioni religiose che possano essere simili alla nostra. Abbiamo trovato processioni in Spagna che, come la nostra, hanno un elemento caratterizzante nel rito musicale che accompagna la manifestazione. Ma per il momento abbiamo avviato solo uno studio di valutazione».
UNA CANDIDATURA
TRANSNAZIONALEA presentare la candidatura per il riconoscimento nel patrimonio culturale immateriale dell'Unesco può essere solo lo Stato italiano, che ogni anno può formularne una sola. «E la lista di attesa è lunghissima», spiega Di Vincenzo, «sono davvero tante le segnalazioni che hanno già concluso l'iter preparatorio che porta alla valutazione della proposta». Ma le candidature transnazionali, che coinvolgono cioè varie nazioni, hanno una marcia in più, godono di una sorta di corsia preferenziale e possono abbattere le liste d'attesa. Ecco perché il Club Unesco sta vagliando la possibilità di percorrere questa strada. Il Club si muove su iniziativa dell'amministrazione comunale e di concerto con l'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti che ogni anno organizza la Processione. «Stiamo cercando di capire se questa strada può essere percorribile», dice la presidente, «abbiamo pensato ad alcune processioni spagnole che ci sembrano molto vicine alla nostra e per il momento abbiamo scritto una relazione in lingua spagnola per verificare la possibilità di un percorso di questo genere».
IL PERCORSO AVVIATOA gennaio del 2021 l'amministrazione del sindaco Diego Ferrara ha rilanciato l'iter con una delibera comunale. Il Comune ci aveva già provato nel 2008, ma il percorso si era poi arenato. Nel frattempo il Club per l'Unesco di Chieti ha da tempo iniziato a muoversi tessendo rapporti e sperimentando strategie. L'Abruzzo ha visto di recente concludersi il percorso dall'iter decennale per il riconoscimento nel patrimonio Unesco della Perdonanza celestiniana, difficile che, tra le tante realtà in attesa, possa toccare presto di nuovo alla nostra regione. Ma Di Vincenzo non si scoraggia: «Abbiamo avviato una importante interlocuzione con Pierluigi Petrillo che attualmente riveste il ruolo di presidente della commissione mondiale di valutazione Unesco. Petrillo è stato anche ospite di un convegno online, a giugno del 2020, che abbiamo organizzato in prefettura sulla dieta mediterranea. È comunque importante capire che il percorso che si fa per avere il riconoscimento è più importante del risultato ottenuto perché rappresenta un collante per il territorio, una consapevolezza del valore del proprio bene immateriale».
IL RITO MUSICALETra le più antiche d'Italia, se non la più antica, la Processione del Cristo morto avrebbe tutte le caratteristiche e i requisiti per entrare nel patrimonio Unesco. A partire anche dalla sua suggestiva colonna sonora, il Miserere del compositore teatino Saverio Selecchy, su cui si vuole certamente puntare. «È un rito musicale di alto valore anche sociale», dice la presidentessa, «che coinvolge musicisti e coristi di ogni generazione e viene costruito durante tutto l'anno, coinvolgendo anche le scuole».
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