Processione, piano per la sicurezza: 22 varchi e limite di 14mila persone

5 Aprile 2022

L’ingresso del pubblico in centro storico sarà controllato dai vigilantes: presenze contingentate Novità nel percorso con il passaggio anticipato in corso Marrucino. Domani c’è il tavolo tecnico

CHIETI. Ventidue varchi controllati dai vigilantes e presenze contingentate fino a un massimo di 14mila persone. È pronto il piano di sicurezza per la Processione del Venerdì Santo di Chieti, la più antica d’Italia, che tornerà ad essere aperta al pubblico dopo che nelle ultime due edizioni, a causa dell’emergenza Covid, l’arcivescovo Bruno Forte ha percorso il centro portando la croce in solitaria (nel 2020 il Cristo si è anche staccato durante il tragitto). Ma ci saranno limitazioni per il numero di partecipanti che, tanto per rendere l’idea, nel 2019 aveva toccato quota 30mila. Quest’anno meno della metà delle persone potrà assistere a un appuntamento unico per l’intera città e per i tanti che, nell’occasione, cercano di farvi ritorno. Come facilmente intuibile, sarà obbligatorio indossare la mascherina.
IL VERTICE
Il via libera al piano stilato dall’ingegnere Maurizio Cantatore, salvo colpi di scena, arriverà durante il tavolo tecnico in programma domani mattina, quando al Seminario regionale si incontreranno i rappresentanti dell’arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, nei secoli gelosa custode della tradizione, e di questura, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale e Comune, oltre ai volontari di protezione civile che saranno coinvolti insieme a una società privata che si occuperà di vigilare l’ingresso del pubblico in centro storico, utilizzando un sistema informatico.
L’ELENCO DEI VARCHI
Saranno istituiti in largo Cavallerizza, via Asinio Herio, via Vitocolonna, via dei Vezi, via Spaventa, via di Porta Napoli, Via Pianell-via dei Celestini, via Vernia, via Paolucci, via Ricci su via Costanzi, viale Europa, via della Liberazione, piazza Trento e Trieste, via Principessa di Piemonte, via Armellini, via papa Giovanni XXIII, via Nicola da Guardiagrele, via Arniense, largo dell’Addolorata, Porta Pescara, via degli Agostiniani e via Arniense (dietro il Tribunale). Il centro storico verrà diviso in settori e, per evitare affollamenti, non sarà possibile spostarsi da una zona all’altra. Potrebbero esserci anche delle modifiche al percorso storico, con il passaggio anticipato lungo corso Marrucino fino a piazza della Trinità e il rientro in cattedrale attraverso via Marco Vezio Marcello.
I LAVORI IN PIAZZA
A dieci giorni dall’appuntamento più atteso dell’anno, piazza San Giustino è ancora un cantiere. Ma dal Comune assicurare che, per il 15 aprile, ci sarà lo spazio per fare uscire la processione dalla cattedrale in totale sicurezza. «Stiamo lavorando perché il corteo possa partire dalla cattedrale almeno per quanto riguarda la sua parte principale», ha spiegato l’assessore comunale ai lavori pubblici Stefano Rispoli, «nel senso che da San Giustino usciranno l’arcivescovo, il coro, i musicisti e l’arciconfraternita del Sacro Monte dei morti, mentre le altre confraternite e le autorità attenderanno all’incrocio con via Pollione, davanti a palazzo Mezzanotte, e da qui, senza attraversare la piazza, si uniranno alla processione».
LA STORIA
Per un rito che secondo la leggenda risale all’anno 842 e che non si è piegato neanche alla Seconda guerra mondiale e alla grande nevicata del ’56, una sospensione di due anni ha rappresentato un record. Un mito senza tempo che quest’anno tornerà a vivere e che ha colpito i grandi nomi della cultura, a partire da Gabriele d’Annunzio che la definì «una fontana di lacrime», e poi il pittore Michetti, lo storico Mommsen, lo scrittore Sabatier e il musicista Tosti. Nel 1953, se ne occupò anche Radio Rai con la giornalista Pia Moretti; 58 anni dopo, nel 2011, la processione sbarcò sulla Bbc.
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