Processo d’appello per 62 imputati: sentenza a fine mese

VASTO . È cominciato ieri mattina, con le eccezioni preliminari e la calendarizzazione delle udienze, il processo d’appello per i 62 imputati del maxi processo Adriatico. All’udienza erano presenti...
VASTO . È cominciato ieri mattina, con le eccezioni preliminari e la calendarizzazione delle udienze, il processo d’appello per i 62 imputati del maxi processo Adriatico. All’udienza erano presenti quasi tutti i 62 imputati. Giovedì prossimo prenderà la parola il procuratore generale Ettore Picardi. La Corte ha deciso che dopo avere ascoltato le sue conclusioni si deciderà in merito alle richieste dei difensori. Le altre udienze, nel corso delle quali parleranno gli avvocati, sono in programma il 18, 21, 23 e 27 settembre. Per fine mese è prevista la sentenza. In primo grado il 22 marzo 2016 il processo era finito con venticinque condanne (cinque per associazione a delinquere di stampo mafioso, due per concorso esterno in associazione mafiosa ed il resto per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti) per un totale di 299 anni di carcere e 37 assoluzioni. La Procura distrettuale antimafia non condivide affatto le assoluzioni (a parte quelle per prescrizione del reato). Molti imputati invocano la possibilità di patteggiare la pena grazie alla recente riforma giudiziaria. Il 14 saranno decise le ammissioni al patteggiamento. In primo grado, al termine della requisitoria, l’accusa chiese più di 500 anni di carcere analizzando la posizione delle persone accusate dal collaboratore di giustizia Lorenzo Cozzolino, di gestire lo spaccio di droga nel Vastese, e non solo. I capi d’accusa vanno dall’estorsione all’uso delle armi e altri reati gravissimi. Le pene richieste oscillavano dai sette ai 17 anni. Il maxi processo, è l’epilogo dell’operazione Adriatico, condotta dai carabinieri del Ros dell’Aquila e scattata la notte del 6 febbraio 2014. L’inchiesta, condotta dall’Antimafia dell’Aquila -presieduta dal procuratore distrettuale Franco Cardella e dai sostituti procuratori Antonietta Picardi e David Mancini - in collaborazione con la Procura di Vasto, portò a trentuno misure cautelari in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e traffico di stupefacenti. Nel processo d’appello la pubblica accusa è rappresentata dal procuratore generale Ettore Picardi. A difendere gli imputati un esercito di avvocati, molti dei quali arrivati da Roma e Napoli. (p.c.)
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