Procreazione assistita, in mille a Ortona

Il centro diretto da Tiboni si conferma un’eccellenza: un utente su tre da fuori Abruzzo, e c’è chi arriva da Calabria e Sicilia
ORTONA . Il centro di procreazione medicalmente assistita dell’ospedale Bernabeo si è confermato anche nel 2018 un’eccellenza della sanità regionale. Unico centro pubblico abruzzese in cui vengono eseguite tecniche di procreazione assistita di secondo e terzo livello che prevedono la fertilizzazione in vitro, nell’anno appena salutato ha fatto registrare grandi numeri. Sono stati infatti più di mille i pazienti che si sono rivolti al centro diretto dal professor Gian Mario Tiboni. Circa il 30% è afferito da altre regioni quali ad esempio Molise, Lazio, Marche e Puglia, ma anche da Calabria e Sicilia. A sottoporsi a prelievo ecoguidato di ovociti per tecniche di fertilizzazione in vitro (Fivet/Icsi) sono state 373 donne. Le pazienti che invece hanno trasferito embrioni in utero risultano essere 289, di cui 91 hanno ottenuto la gravidanza, ossia il 31,5% di loro. Un tasso che appare in linea con il 2017 quando il dato si attestò sul 34,5%. Ma non è tutto, perché come spiega il professor Tiboni «nel 2018 è stata potenziata l’attività di crioconservazione di gameti femminili. Complessivamente», sostiene, «sono conservati nella criobanca del centro 468 ovociti». E dagli 88 scongelamenti eseguiti nel corso dell’anno, sono state ottenute 26 gravidanze. Il congelamento degli ovociti è una pratica che permette alle donne malate di patologie tumorali di poter sperare di avere un figlio. La finalità, infatti, è quella di preservare ovociti sani prima che la paziente sia sottoposta a chemioterapie che purtroppo possono compromettere la funzione ovarica. A tal proposito i congelamenti avvenuti nell’anno conclusosi sono stati 11: 9 pazienti erano affette da neoplasia della mammella, una da linfoma ed una da oligodendroglioma. In totale, dal 2017 sono state 21 le pazienti sottoposte a crioconservazione di ovociti per preservazione della fertilità. Una donna proveniente dalla Calabria ha ottenuto una gravidanza grazie alla tecnica di fertilizzazione in vitro (Icsi) dopo la guarigione da tumore mammario. Da qualche mese, inoltre, c’è una novità importante: «È rilevante la notizia che dal 28 settembre la Procreazione medicalmente assistita in Abruzzo è stata reintrodotta nei Lea», sottolinea il professor Tiboni. «Questo ha comportato una drastica riduzione dei costi che i pazienti abruzzesi affetti da infertilità dovranno sostenere per sottoporsi a cicli di Pma». Così la spesa per eseguire una inseminazione intrauterina è scesa da 290 a 80 euro; il costo per le tecniche di fertilizzazione in vitro (II livello) è passato da 1150 a circa 600 euro; quello per la crioconservazione di ovociti si è attestato sui 100 euro mentre in precedenza era di 250 euro. Non ci sono costi, infine, per le pazienti che si sottopongono a preservazione della fertilità.

