Prof condannato per falso: non dichiarò una pena

11 Ottobre 2014

A Vasto fu processato per maltrattamenti ad alcuni alunni ma nella domanda d’insegnamento della sentenza non c’è traccia. Il difensore: «Faremo appello»

LANCIANO. Aveva presentato la domanda come insegnante alle scuole medie di Casalbordino, inoltrate poi nelle altre scuole della provincia come Casoli, Lanciano, Bucchianico, Vasto attestando di non aver riportato condanne penali. Aveva invece precedenti: così è stato condannato per falsità ideologica in atto pubblico un insegnante di materie tecniche, A.D.M., 65 anni, di Casalbordino. La condanna inflitta dal giudice Francesco Marino, su richiesta del pubblico ministero Delfina Conventi, è stata di un anno di reclusione, pena non sospesa.

Per l’accusa il professore nel presentare i documenti necessari per la domanda da insegnante nelle scuole medie “inseriva delle dichiarazioni false, in cui si attestava che non aveva riportato sentenze penali di condanna”.

Le domande l’uomo le ha presentate in diversi istituti della provincia di Chieti, a Casoli e Lanciano nel 2009 (e per questi fatti si è proceduto nel tribunale Lanciano), fino ad arrivare nel 2011 a Vasto e Bucchianico. Ma è proprio da un esposto presentato a Vasto nel 2011 dal dirigente di un istituto non per le autocertificazioni ma per fatti ben più gravi che si scoprirono queste domande che attestavano il falso. Come emerso nel corso dell’udienza in tribunale dal racconto del maresciallo Del Prete di Vasto, l’insegnante, rappresentato dall’avvocato Concezio Di Risio, fu arrestato dalla polizia vastese e posto ai domiciliari nell’ottobre 2012 per maltrattamenti su minori. Maltrattamenti che furono contestati al professore dai genitori di 14 alunni e che si sarebbero verificati dal 28 settembre al 17 dicembre 2011. E per questi fatti, sempre stando alla testimonianza del maresciallo dei carabinieri, l’insegnante fu condannato in primo grado. «Sempre da questi fatti partì l’indagine sul passato del docente», spiega l’avvocato Di Risio, «e andando a ritroso si è arrivati alla scoperta della domanda presentata nelle medie di Casalbordino e poi reiterate nelle altre scuole come a Lanciano e Casoli che contenevano l’errore. Errore perché c’era una condanna che risale a 30 anni fa che l’uomo ha omesso di inserire. Da qui l’accusa di falsità ideologica e la nuova condanna. Ma presenteremo ricorso in appello». (t.d.r.)

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