Prof morto per un malore in mare

1 Giugno 2019

La conferma dai risultati dell’autopsia. Oggi alle 15,30 i funerali in cattedrale

CHIETI. È morto a causa un malore l’ex professore del liceo scientifico Masci, Filippo Canci, ritrovato in mare all’alba di giovedì scorso. Lo ha confermato l’autopsia eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio.
L’esame sul corpo del 71enne ex professore, molto noto in città, ha confermato quelle che erano state le prime sensazioni: a causare il decesso dell’uomo è stato un malore forse provocato dall’ingresso nell’acqua fredda. La circostanza potrebbe aver acuito una patologia cardiaca del professore, fino a provocargli un’ischemia miocardica acuta che gli è stata fatale. La morte è sopraggiunta nel giro di pochi secondi. Esclusa dunque la morte per annegamento, come peraltro già detto a seguito di ispezione cadaverica. Anche l’ipotesi di un eventuale impatto sugli scogli è stata scartata, nonostante il corpo fosse stato ritrovato all’interno di una barriera frangiflutti davanti al lido Venus a Francavilla. In un primo momento si era ipotizzato che potesse aver sbattuto contro i massi. Nulla di tutto ciò, così come è definitivamente caduta la strada di una qualche colluttazione. A tradirlo è stato un problema cardiaco, che dopo essere entrato in acqua l'ha portato via in pochi istanti.
I funerali si terranno oggi pomeriggio alle 15,30 nella cattedrale di San Giustino. Ci saranno la moglie Maria Teresa, i figli Francesco Paolo e Angela e i fratelli Antonio e Mario. E si prevede grande affollamento. Amici, ex colleghi, ex alunni: il professore era stimato e molto conosciuto. Partecipava attivamente alla vita cittadina e due settimane fa era stato tra i 200 lettori della Maratona di lettura al Marrucino. Aveva scelto un brano del celebre libro di Henry James “Ritratto di signora”. È stata la sua ultima apparizione pubblica.
Professore severo, di grande e profonda cultura, per molti ex alunni è stata una figura indelebile. «Caro prof Canci ho tanti ricordi di lei, forse tra i più memorabili del Masci», scrive uno di loro, «chiunque sia stato in classe con lei dietro la cattedra, non può che ricordarla con affetto e nostalgia. Era un insegnante difficile, incontentabile. Ora posso confessarlo, la sua caricatura in scala 1:1 nei bagni della palestra la feci io. L’ho sempre considerata un tributo alla sua persona». (a.d.s.)